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Un viaggio nel tempo

il 20/11/2011 22:20:00 (1694 letture)

Immaginate di trovarvi nella Val d'Orcia senese e di poter tornare indietro nel tempo fino ad oltre tre milioni di anni fa: il paesaggio che vi circonda cambierebbe all’istante!

Dopo un attimo di incredulità, sentireste sprofondare la terra sotto i piedi e, compiendo un tuffo di oltre 600 metri, vi trovereste a galleggiare in un mare popolato da balene e da squali dalle dimensioni pari ad autobus di linea.

Avreste così iniziato la vostra avventura nella preistoria che vi consentirebbe di scoprire come il clima sia cambiato in questi ultimi milioni di anni, ma soprattutto, come le terre toscane siano riuscite a prendere il sopravvento sulle acque del mare tirrenico.



Questo viaggio comincia con una catastrofe, con un momento di grande crisi nel mondo biologico mediterraneo.

Crisi provocata da un piccolo cambiamento nella disposizione dei continenti avvenuto poco meno di 6 milioni di anni fa.

Bene, in questo istante geologico l’Africa ruota in senso orario e va a toccare l’Europa all’altezza di Gibilterra interrompendo il flusso di acqua dall’Oceano Atlantico al Mediterraneo.

Questo fenomeno ha avuto una ricaduta importantissima sulla vita perché il Mediterraneo è un mare piuttosto particolare.

Infatti, il Mare Nostrum è una grande tinozza che viene continuamente riempita dall’acqua portata dai fiumi, dalle precipitazioni (come la pioggia o la neve) e dall’acqua dell’Oceano Atlantico.

Se togliessimo l’acqua atlantica, il contributo fornito da fiumi e precipitazioni sarebbe inferiore all’acqua persa per evaporazione.

In sostanza, senza l’acqua portata dall’Atlantico, il Mediterraneo evaporerebbe in maniera pressoché totale.

Ebbene, secondo alcuni studiosi, è proprio questo che è successo quando l’Africa, toccando Gibilterra, ha interrotto le comunicazioni con l’oceano Atlantico: senza l’acqua oceanica, il Mediterraneo è andato incontro ad un processo di disseccamento.

Il livello del mare è calato bruscamente e il Mediterraneo è diventato una specie di grande laguna di acqua salmastra nella quale precipitavano enormi quantitativi di cristalli di gessi.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il Mediterraneo si sia totalmente disseccato; secondo altri, il disseccamento non è stato mai completo e una certa quantità di acqua è rimasta comunque presente.

In ogni modo, a prescindere dalle questioni degli studiosi, è chiaro che uno sconvolgimento importante si è realizzato in Mediterraneo tra 5 milioni e 960 mila e 5 milioni e 330 mila anni da oggi.

Ed è anche chiaro che nello stesso periodo si assiste a quella che molti scienziati hanno chiamato la completa sterilizzazione delle specie marine mediterranee.

Quello di questo periodo è un Mediterraneo infernale, un ambiente assolutamente inospitale per la maggior parte degli organismi marini che infatti si estinguono in massa.

Fortunatamente, questa crisi dura relativamente poco, solo 500 mila anni, passati i quali l’Africa torna a ruotare in senso antiorario consentendo all’acqua dell’oceano Atlantico di rientrare a riempire la tinozza mediterranea.

Alcuni studiosi hanno immaginato questo momento come una sorta di scenario epico caratterizzato dalle più alte cascate mai viste sul nostro pianeta.

I geologi utilizzano la fine della crisi di salinità mediterranea per stabilire il momento di inizio del periodo denominato Pliocene che va appunto da 5 milioni e 330 mila anni fa a 1 milione e 800 mila anni fa.

Il Pliocene è caratterizzato inizialmente dal ripristino di condizioni francamente marine nel Mediterraneo che si è andato riempiendo grazie all’indispensabile apporto dell’Oceano Atlantico.

Le estinzioni ed il raffreddamento climatico nel Mediterraneo.

Per spiegare le estinzioni plioceniche in Mediterraneo bisogna dunque cercare una o più cause globali.

Il Pliocene medio, diciamo tra 3 milioni e mezzo e 2 milioni e mezzo di anni fa, è un periodo di intensi sconvolgimenti climatici e geologici.

Prima dell’inizio della crisi del Pliocene medio, la geografia terrestre era un po’ diversa da quella che conosciamo oggi.

Intanto, dopo la crisi di salinità, l’America del nord non era connessa all’America del sud perché l’America centrale non esisteva.

C’era una unica corrente equatoriale che passava indistintamente dall’Oceano Pacifico all’Oceano Atlantico.

Tra 3 milioni e mezzo e 3 milioni di anni fa, l’America del sud e l’America del nord sono entrate in collisione con la conseguente formazione dell’America centrale.

Questo processo ha interrotto definitivamente le comunicazioni tra Oceano Atlantico e Oceano Pacifico interrompendo anche la corrente equatoriale di cui dicevamo prima.

Pensiamo a che tremendo sconvolgimento deve essere stato: due oceani improvvisamente vengono divisi dall’emersione di un piccolo continente.

Con l’emersione dell’America centrale si attiva quella che noi oggi conosciamo come Corrente del Golfo che porta acque calde fino all’Europa settentrionale garantendo un clima temperato alle medie latitudini.

Il momento della chiusura delle comunicazioni tra Oceano Atlantico e Oceano Pacifico, però, è contemporaneo alla formazione di una calotta glaciale artica perenne.

E’ probabile che i due fenomeni siano collegati da un rapporto di causa-effetto?

Tra 3 milioni e mezzo e 3 milioni di anni fa, dunque, un meccanismo a catena che comincia con l’emersione dell’America centrale attiva una estesa glaciazione nell’emisfero nord culminante con la deposizione di una calotta glaciale artica, e innesca il circuito delle correnti che oggi caratterizza il nord Atlantico e dal quale dipende il clima in Europa.

In quello stesso periodo si assiste alla scomparsa di un gran numero di specie marine in Mediterraneo.

Possibile che ci sia un legame?

Possibile che la scomparsa delle specie tropicali dal Mediterraneo sia dovuta ad un generale raffreddamento dell’emisfero nord dovuto sostanzialmente all’emersione dell’America centrale?

Si direbbe di sì.

Infatti questa complessa sequenza di eventi è la migliore candidata per spiegare un grande sconvolgimento climatico verificatosi nel Mar Mediterraneo quando le acque marine avevano il predominio sulla terraferma.

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