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Il Gamps incontra Letizia Lawley

il 11/7/2011 21:20:00 (2459 letture)

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Il GAMPS Scandicci, nel 130° anniversario dalla morte di Roberto Lawley, rivive attimi del passato incontrando Letizia Lawley, discendente del più grande naturalista vissuto in Toscana alla fine del XIX secolo.



Nella settimana di presentazione del libro Lo squalo serpente nella campagna toscana – storie di uomini e di ritrovamenti, ispirato alle ricerche e alle scoperte di questo nobile signore di origine inglese, Simone Casati, presidente del GAMPS Scandicci, incontra la bisnipote di un uomo straordinario vissuto a Montecchio (PI), alla fine del 1800.

L’occasione non è stata casuale perché in questo mese ricorrono 130 anni esatti da quando, presso Pontedera, si spegneva una preziosa esistenza che aveva dedicato la vita allo studio delle Scienze Naturali del territorio toscano.

Il 9 luglio 1881, presso la sua tenuta nella campagna pisana, colto da improvviso malore, ne restava vittima in sole tre ore.

Gli scritti riportati nel libro pubblicato da Simone Casati e Luca Oddone raccontano che i soccorsi, seppur tempestivi, furono inefficaci per salvargli la vita.

La sera del 9 luglio 1881, la paleontologia italiana, ovvero la scienza che studia le creature del passato e i loro ambienti di vita, perdeva uno degli ultimi grandi naturalisti del passato.

Immensi tesori furono da lui scoperti sulle colline toscane, reperti che risalivano al tempo in cui le colline si trovavano sommerse dal mare preistorico.

Resti fossili di mammiferi marini, di pesci e soprattutto squali fra cui spiccano, senza ombra di dubbio, i denti fossili dello squalo serpente (Chlamydoselachus anguineus) ritrovati nelle campagne di Orciano Pisano alla fine del 1800; tesori che furono in gran parte dispersi dopo la sua morte.

Roberto Lawley sortì i suoi natali in Firenze il 20 Ottobre dell'anno 1818 da Carolina Deval e dal Cav. Roberto Lawley Ser Lord Wendloch.

Ebbe la sua prima educazione in Svizzera, e dopo pochi anni, ancor giovinetto, ritornato in Firenze, proseguì gli studi sotto la direzione del precettore Vittorio Pecchioli, che seppe farne poi, più che uno scolaro, un amico.

A 18 anni incominciò il corso di studio delle scienze esatte presso l'Università di Pisa, da cui poi uscì per dedicarsi nel 1841 alla direzione ed amministrazione della sua tenuta di Montecchio, la quale necessitava di coltivazioni e miglioramenti, pose sempre mente con zelo ed amore, e perizia non comuni, fino a dare alle sue terre apparenza di altrettanti giardini.

Avvicinatosi frattanto il momento in cui il primo grido di libertà echeggiava nella nostra penisola, era infatti il 1848, egli non seppe rimaner sordo alle voci che chiamavano i giovani alla riscossa della patria.

Impugnò le armi e corse sui piani lombardi, ove fece parte dei combattimenti del 13 e 29 maggio contro il nemico.

Cessato il tuonar delle artiglierie tornò a Montecchio, accettando di buon grado la carica di sindaco del vicino comune di Calcinaia, Pisa.

Nel 1848 pubblicò contemporaneamente una relazione sui risultati ottenuti dai miglioramenti da lui introdotti nella azienda rurale e dalle pratiche razionali effettuate in un decennio nella sua fattoria di Montecchio, concentrando i suoi sforzi nella cura dei vitigni.

Nel 1857, giunto alla soglia dei 40 anni, decise di estendere il suo campo di interesse anche agli studi scientifici.

A quel tempo le ricerche sul territorio erano più semplici dato che paesi e coltivazioni erano meno estesi; perciò la vastità degli affioramenti fossiliferi permetteva di recuperare materiale in gran parte ignorato o sconosciuto.

I resti fossili degli antichi abitanti marini non destavano interesse, se non in coloro che avevano intrapreso lo studio delle creature del passato.

I naturalisti dell'epoca non erano molti e questi studiosi, in gran parte benestanti, godevano del favore dei contadini che segnalavano o vendevano reperti a questi signori, antesignani della paleontologia moderna.

Si racconta che Roberto Lawley avesse una squadra di ragazzini istruiti a perlustrare gli affioramenti delle colline pisane in cerca dei reperti fossili: reperti che venivano regolarmente pagati dal nobile signore con poche monete dell'epoca.

In contrapposizione alla più facile ricerca sul campo, per cercare un libro scientifico occorreva invece spostarsi in carrozza o a cavallo per molti chilometri, raggiungere le maggiori biblioteche dell'epoca, percorrere corridoi pieni di scaffali e trovare il prezioso volume grazie al quale comparare il reperto fossile con le specie viventi, ammesso che queste fossero già state descritte in precedenza.

Oggi sarebbe un lavoro impensabile: solo un vago ricordo del passato.

Nonostante la scomodità dettata dai tempi, ma sostenuto da grandi possibilità economiche, Roberto Lawley creò una propria biblioteca, acquistò libri, pubblicazioni e iniziò a mettere insieme una collezione di gusci di conchiglie viventi.

La sua raccolta annoverava un gran numero di gasteropodi terrestri e marini vissuti in epoca a lui contemporanea (gasteropodi: classe di molluschi che comprende numerose specie terrestri, marine e di acqua dolce, tra cui le chiocciole e le lumache).

I gasteropodi viventi gli permisero di coltivare l'interesse verso i fossili, aprendogli un mondo sconosciuto, ma facilmente reperibile dato che i suoi possedimenti terrieri si trovavano a Montecchio presso Pontedera, in provincia di Pisa.

A quel tempo gran parte della zona meridionale della provincia pisana era caratterizzata da un'incolta vastità di sedimenti marini che risalivano al Pliocene.

Legami di amicizia con altri benestanti dell'epoca, soprattutto nobili, gli permisero di perlustrare le altrui proprietà alla ricerca dei fossili; terreni che spesso non erano dediti all'agricoltura, ma naturalmente erosi in seguito all’azione degli agenti atmosferici.

Con il passare del tempo il suo interesse per la paleontologia lo coinvolse a tal punto che non si limitò a raccogliere solo conchiglie, ma qualsiasi forma di testimonianza di organismi marini vissuti quando le colline toscane erano sommerse dal mare.

Pesci, denti di squali e anche resti di vertebrati fossili. Roberto Lawley lasciò una ricca eredità di affetti che vennero distrutti nel bombardamento di Montecchio avvenuto nella seconda Guerra Mondiale.

Letizia Lawley, discendente diretta di Roberto Lawley per molti anni ha vissuto a Giogoli presso Scandicci, attualmente vive fra i ricordi della nobile famiglia nella sua abitazione di Bolgheri.

Letizia Lawley ha detto che verrà a visitare il museo di Scandicci e spera che un giorno queste pubblicazioni scritte in stile del tutto divulgativo, possano entrare a far parte del circuito scolastico in modo da non perdere la memoria dei naturalisti che, attraverso i loro ritrovamenti, hanno dato lustro e fatto conoscere la Toscana e le sue meraviglie del passato.

Una cultura che sta tornando ribalta, con passione ed entusiasmo, dopo oltre un secolo, grazie agli analoghi ritrovamenti effettuati dai ricercatori del GAMPS di Scandicci.

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