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il 13/12/2014 0:10:00 (558 letture)

All'interno del Museo è consigliato l'uso di smartphone e cuffie personali.

In molti reperti infatti sarà possibile visualizzare il video o avere spiegazioni a tema grazie all'utilizzo dei QRCode scaricando l'apposita applicazione.

Per i dispositivi Android l'indirizzo è il seguente: https://play.google.com/store/apps/details?id=la.droid.qr&hl=it.

Per i dispositivi iOs basta andare a questo indirizzo: https://itunes.apple.com/it/app/qr-rea ... r-iphone/id368494609?mt=8.

il 1/5/2013 23:40:00 (1428 letture)

Il GAMPS Scandicci da sempre opera nel settore della Mineralogia offrendo il proprio contributo nella tutela e la salvaguardia del patrimonio paleontologico toscano.

Ormai noti sono i reperti fossili che hanno fatto il giro del mondo facendo conoscere al vasto pubblico cosa viveva nel passato geologico.

A seguito di queste scoperte è nata una collaborazione con il mondo scientifico che ha portato grandi risultati pubblicati su riviste nazionali ed internazionali.

Nessun finanziamento è mai stato erogato nei confronti del nostro Gruppo che opera in piena autonomia finanziaria.

La nostra sede, concessa in comodato d'uso dal Comune di Scandicci, ospita reperti unici al mondo che si possono vedere soltanto visitando la sede ad un passo dalla Badia di Settimo.

In questi anni il Gruppo scandiccese, meglio noto come GAMPS, ha cercato i reperti fossili lavorando in piena sinergia con le Istituzioni.

Lo scopo futuro sarà quello di creare un punto scientifico culturale totalmente gestito da volontari che non percepiscono nessun compenso.

I soldi del 5 x 1000 serviranno per finanziare le iniziative di ricerca, restauro, allestimento e valorizzazione dei Beni dello Stato che appartengono a tutti noi.

Da ora in avanti sarà possibile devolvere il 5 x 1000 alla nostra Associazione.

Nella prossima dichiarazione dei redditi potete indicare il G.A.M.P.S. come beneficiario. 

CODICE FISCALE 94215790489.

il 20/11/2011 22:30:00 (1737 letture)

Un viaggio nel tempo alla scoperta delle crete antichi fondali marini che attualmente fanno parte del paesaggio toscano.

il 20/11/2011 22:20:00 (1694 letture)

Immaginate di trovarvi nella Val d'Orcia senese e di poter tornare indietro nel tempo fino ad oltre tre milioni di anni fa: il paesaggio che vi circonda cambierebbe all’istante!

Dopo un attimo di incredulità, sentireste sprofondare la terra sotto i piedi e, compiendo un tuffo di oltre 600 metri, vi trovereste a galleggiare in un mare popolato da balene e da squali dalle dimensioni pari ad autobus di linea.

Avreste così iniziato la vostra avventura nella preistoria che vi consentirebbe di scoprire come il clima sia cambiato in questi ultimi milioni di anni, ma soprattutto, come le terre toscane siano riuscite a prendere il sopravvento sulle acque del mare tirrenico.

il 11/7/2011 21:20:00 (2459 letture)

http://www.facebook.com/paolo.ciampi1 ... 010441?id=190432724343647

Il GAMPS Scandicci, nel 130° anniversario dalla morte di Roberto Lawley, rivive attimi del passato incontrando Letizia Lawley, discendente del più grande naturalista vissuto in Toscana alla fine del XIX secolo.

il 26/6/2011 21:10:00 (1486 letture)

Il GAMPS risponde a Teresa Megale, Presidente di Scandicci Cultura.

In riferimento all'articolo apparso oggi sul Nuovo Corriere di Firenze, mi sembra doveroso fornire alcune precisazioni.

Mi stupisce il fatto che la parola museo, tanto usata e scritta dall'Amministrazione comunale di Scandicci, venga usata oggi da Scandicci Cultura cercando di ottenere l'effetto contrario: non siete un museo e quindi non potete pretendere niente da questa Istituzione.

Parlare solo di conchiglie conservate nella raccolta del GAMPS ci lascia molto perplessi e ci fa capire quanta disinformazione ci sia nei confronti di un lavoro di ricerca che dura ormai da oltre 25 anni: un lavoro che ha dato importanza a questa città ancor prima del suo arrivo e di coloro che l'hanno preceduta.

Un sacrificio che ha permesso di recuperare reperti regolarmente catalogati perché di proprietà dello Stato e non di un gruppo di privati, come si vuol far credere.

Se il bilancio 2011 prevedeva la stampa di un catalogo, probabilmente è mancato qualche passaggio perché ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte di Scandicci Cultura.

Nessuna comunicazione ufficiale, ma solo voci di corridoio, come le tante che ci hanno accompagnato per tutti questi anni.

Concludo dicendo al Presidente Megale che il Gamps è libero di scrivere qualsiasi pubblicazione ritenga utile per la comunità scientifica senza rendere conto a nessuno e/o precludendo altre pubblicazioni che, se opportunamente ufficializzate con un preventivo di spesa, potranno essere realizzate nel bene di tutte le parti coinvolte.

Simone Casati, Presidente Gamps Scandicci

il 8/6/2011 20:50:00 (1299 letture)

Il rischio cui oggi vanno incontro le grandi scoperte scientifiche è quello di restare relegate tra le pagine della rivista che le ha pubblicate.

Note solo agli addetti ai lavori e scritte in un difficile linguaggio tecnico comprensibile agli scienziati, ma che difficilmente interessa alla popolazione.

Nel libro Lo squalo serpente nella campagna toscana. Storie di uomini e di ritrovamenti ci siamo prefissati non solo lo scopo di diffondere con un semplice stile divulgativo una scoperta scientifica di fama mondiale avvenuta in Toscana, ma anche di coinvolgere il lettore, accompagnandolo in un vero e proprio viaggio attraverso i misteri degli abissi e della storia.

Dai ritrovamenti paleontologici di Roberto Lawley avvenuti nel 1800, ad una inattesa telefonata ricevuta in un supermercato!

Seguiteci in questo straordinario racconto in cui ripercorreremo i più recenti ritrovamenti del GAMPS, alla scoperta degli squali che popolavano la Toscana cinque milioni di anni fa!

il 4/6/2011 20:40:00 (3494 letture)

Questo libro è un viaggio nella storia e nella vita di persone che giorno dopo giorno con passione e dedizione si impegnarono a cercare i tesori nascosti fra le pieghe di una terra chiamata Toscana.

il 9/12/2010 19:40:00 (1021 letture)

Archeoceti

Gli studi per individuare i progenitori degli archeoceti sono ancora in corso e, proprio negli ultimi anni, importanti scoperte hanno permesso di formulare nuove teorie.

Al momento le ipotesi più attendibili sono tre: l'ipotesi dei mesonichidi, secondo cui gli antenati dei cetacei sarebbero antichi ungulati simili a iene per aspetto e dimensione.

L'ipotesi degli ippopotami, basata sullo studio del DNA che li indica come stretti parenti dei cetacei e l'ipotesi degli artiodattili che individua il progenitore degli archeoceti in un piccolo mammifero terrestre che visse sul nostro pianeta 50 milioni di anni fa.

Nell'arco di pochi milioni di anni, gli archeoceti si trasformarono da quadrupedi terrestri ad animali acquatici dal corpo perfettamente idrodinamico.

Gli arti posteriori si ridussero via sino a scomparire e gli arti anteriori si trasformarono in pinne, il collo si accorciò, il pelo scomparve e la coda si irrobustì fino a sviluppare la caratteristica pinna.

Anche il cranio andò in contro a grandi cambiamenti: gradualmente le narici si spostarono dall'estremità del muso alla sommità della testa, fino a formare quello sfiatatoio che permette a balene e delfini di respirare sfiorando appena la superficie del mare.

I denti, che negli archeoceti erano ancora differenziati, come nei loro antenati terrestri, diventarono tutti uguali e di forma conica nei delfini che afferrano le prede e le inghiottono senza masticare, mentre nelle balene saranno sostituiti dai fanoni, lamine cornee che servono a filtrare grandi quantità di Krill e piccoli pesci di cui si nutrono.

Fra 55 e 34 milioni di anni fa l'oceano della Tetide si estendeva dall'attuale penisola iberica fino all'indonesia e le sue acque costiere, calde e ricche di vita, attrassero i primi archeoceti in cerca di cibo e di nuovi ambienti da colonizzare.

Con il progredire del loro adattamento alla vita acquatica, gli archeoceti si spinsero sempre più verso il mare aperto e, in pochi milioni di anni, si diffusero dall'India e dal Pakistan, loro centri di origine, fino all'Africa, Europa, America ed Australia.

Gli Archeoceti si estinsero 35 milioni di anni fa, lasciando il posto ai Novoceti, cioè agli antenati degli attuali delfini e balene che ancora oggi sono i lontani discendenti dei mammiferi che un tempo camminavano sulla terraferma.



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