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Print in friendly format Send this term to a friend Vaalbara

Vaalbara è il nome che è stato dato al primo supercontinente esistito sulla Terra, circa 3,3 miliardi di anni fa.

In base ai dati radiometrici dei cratoni che formavano la Vaalbara, si ritiene che esso sia esistito 3,3 miliardi di anni fa (3,3 Ga), spingendosi forse fino a 3,6 Ga.

Le prove della sua esistenza comprendono gli studi geocronologici e paleomagnetici dei due cratoni archeani (protocontinenti) denominati Cratone di Kaapvaal, con riferimento alla regione sudafricana di Kaapvaal, e Cratone di Pilbara, con riferimento alla regione di Pilbara nell'Australia Occidentale, i quali facevano parte della Vaalbara. 

Questi due cratoni rappresentano gli unici resti originali della crosta terrestre, come era ai primordi, sopravvissuti fino ai giorni nostri.

Un'ulteriore prova è rappresentata dalla sequenza di somiglianze strutturali delle cinture di nefriti e di gneiss che presentano questi due cratoni. 

Le stesse cinture archeane di nefriti si trovano anche ai margini del Cratone Superiore in Canada, come pure nei cratoni degli ex continenti della Gondwana e della Laurasia.

La deriva dei due cratoni di Kaapvaal e Pilbara, avvenuta all'incirca 2,8 Ga, è un'ulteriore prova del fatto che essi un tempo erano connessi.

Non è certo quando la Vaalbara ha iniziato a scindersi, ma studi geocronologici e paleomagnetici mostrano che i due cratoni presentavano un movimento rotatorio latitudinale di 30° tra 2,78 Ga e 2,77 Ga, portando alla conclusione che essi non fossero più uniti già 2,8 Ga.



Print in friendly format Send this term to a friend Velociraptor

Velociraptor è il nome di un Genere estinto di dinosauri carnivori, descritto da H.F. Osborn nel 1924. 

Queste forme sono datate intorno ai 75-71 Ma, verso la fine del Periodo Cretaceo. 

Il Velociraptor viene classificato come appartenente alla famiglia dei Dromaeosauridi; a tale Genere appartengono due specie Velociraptor mongoliensis del quale sono stari ritrovati fossili in Mongolia e Velociraptor osmolskae, noto da crani rinvenuti nella regione della Mongolia Interna (Cina). 

Velociraptor, come tutti i dromaeosauridi, viene inserito dalla maggior parte dei ricercatori entro il gruppo Maniraptora. 

Come gli altri rappresentanti di questo gruppo, Velociraptor è ritenuto dotato di piumaggio; a sostegno di questa ipotesi vi sono alcune evidenze paleontologiche indirette.

I ritrovamenti fossili permettono di stimare le dimensioni medie delle forme adulte in 2,07 metri in lunghezza e 0,5 metri di altezza all'anca; in studi di tipo biometrico viene avanzata l'ipotesi che gli adulti di Velociraptor potessero raggiungere il peso di 15 Kg.

Il cranio, lungo e basso con muso appiattito lateralmente, misura circa 25 cm di lunghezza e presenta un'unica curvatura superiore. 

Si presenta concavo nella parte superiore della volta cranica e convesso in quella inferiore. 

Le mascelle dei reperti presentano fra i 26 ed i 28 denti, in unica fila, estesamente spaziati su ogni lato, e nella parte posteriore presentano una zigrinatura marcata: si suppone che ciò rappresenti un particolare adattamento il quale permetteva all'animale di afferrare rapidamente e trattenere la preda.

Il Velociraptor presenta un bacino saurischio e viene inserito nella famiglia Maniraptora, come, per citare altri esempi, Deinonychus e Troodon. 

In proporzione al corpo la coda risulta estremamente lunga e caratterizzata da vertebre appiattite: la coda era probabilmente sostenuta e mantenuta rigida (analogamente ad altri casi documentati in dinosauri corridori) da fasci di tendini più che da una muscolatura potente, e serviva all'animale per bilanciarsi nella deambulazione e nella corsa.

Il Velociraptor presenta un particolare elemento carpale, simile per morfologia e flessibilità a quello dell'ala degli uccelli di tipo moderno, che consentiva il movimento dell'arto anteriore non solo dall'alto verso il basso ma anche lateralmente: tale articolazione e la presenza del piumaggio hanno generato l'ipotesi di una possibile parentela fra questo gruppo ed gli uccelli, condizione peculiare del gruppo Maniraptora; il secondo dito della mano risulta essere il più lungo mentre il primo è il più corto.

Il velociraptor era bipede; il corpo tarsale presenta un primo dito del piede di piccole dimensioni, e mentre la maggior parte dei theropodi aveva piedi con tre dita a contatto con il terreno, Velociraptor come gli altri Dromaeosauridi camminava su due dita, in particolare sul terzo ed quarto dito, i quali sostenevano il peso dell'animale. 

Il secondo dito del piede, non coinvolto nell'attività deambulatoria, risulta estremamente diversificato, fortemente arcuato e uncinato al suo apice, e presenta un artiglio a Forma di falcetto relativamente grande: tale struttura, che l'animale nella normale deambulazione portava sollevata, non a contatto con il terreno, è una tipica caratteristica dei dromeosauridi. 

Gli artigli ritrovati misurano mediamente 6,5 cm, e l’orlo esterno presenta una profilatura atta alla lacerazione di una preda.

Velociraptor



Print in friendly format Send this term to a friend Verrucano

E' costituito da un'alternanza di tre litotipi: 

a) conglomerati essenzialmente quarzosi, bianchi e suborddinatamente quarzitici, con ciottoli variabili da pochi mm a 5-10 cm, in pasta quarzosomicacea, compatta, rosso-violacea e grigia (anageniti); 

b) Scisti filladici quarzoso micacei, viola o verdi; 

c) quarziti generalmente rosate di composizione simile alle anageniti. 

Quest'ultimo Litotipo e' meno abbondante dei due precedenti.





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