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Print in friendly format Send this term to a friend Tafonomia

La tafonomia è la scienza che studia le modalità della formazione di un fossile. 

La parola, di recente coniazione, deriva dai termini greci tafos (seppellimento) e nomos (legge).

Si occupa dell'intera storia dell'organismo, dal momento della morte o della preagonia fino alla definitiva conservazione; studia pertanto il trasferimento di materia dalla biosfera alla litosfera.

La tafonomia viene distinta in quattro fasi che si susseguono temporalmente:

- la morte dell'organismo, 
- le vicende che subiscono i resti fino al loro seppellimento (biostratinomia),
- il seppellimento definitivo nei sedimenti,
- le trasformazioni diagenetiche.

Gli eventi che vanno dalla morte al seppellimento si sviluppano in tempi storici (fino a un massimo di qualche decina di anni), mentre gli eventi che vanno dal seppellimento alla formazione del fossile si sviluppano in tempi geologici (migliaia o milioni di anni).

La morte di un organismo può essere posta tra un'indagine di tipo paleoecologico e biostratinomico. 

Nella quasi totalità dei casi, gli organismi non giungono alla fine del loro ciclo biologico, ma muoiono prematuramente per predazione, parassitismo, avvelenamento, soffocamento ecc. 

Da queste cause dipendono le probabilità di fossilizzazione, sempre molto scarse, e sono molto utili per ottenere più precise riscostruzioni paleoambientali. 

È tuttavia raro riuscire a risalire alle cause della morte come invece accade per gli organismi conservati nell'ambra, nel Limo ghiacciato, nell'asfalto o quando sono ben visibili i segni di predazione.

Famoso è l'esempio dell'ammonite Placenticeras del Sud Dakota che presenta chiaramente visibili i fori lasciati dai denti di un mosasauro.

Altro caso molto conosciuto di morte è quello della femmina di ittiosauro del Genere Stenopterygius del Giurassico inferiore di Holzmaden, che si è fossilizzata con alcuni embrioni ancora nel ventre e un piccolo in via di espulsione; considerato l'ottimo stato di conservazione, si può ipotizzare che la morte sia avvenuta in acque anossiche (prive di ossigeno), senza correnti e moto ondoso, cose che hanno permesso la perfetta preservazione del reperto.



Print in friendly format Send this term to a friend Terziario

Vedi Cenozoico.



Print in friendly format Send this term to a friend Tettibranchi

Conchiglia presente, ma per lo piu' regredita e spesso completamente ricoperta dal Mantello; esiste una vera branchia (Ctenidio) situata a destra. 

Aplysia limacina, con conchiglia sottile, interna e piede assai sviluppato, provvisto di due espansioni laterali dette Epipodi.



Print in friendly format Send this term to a friend Thanetiano

Il Thanetiano (o Paleocene superiore) è l'ultimo dei tre piani del Paleocene. 

È preceduto dal Selandiano e seguito dall'Ypresiano, il primo dei tre piani del successivo Eocene.

Copre un periodo compreso tra 58,7 ± 0,2 milioni di anni fa (Ma) e 55,7 ± 0,2 milioni di anni fa.

Il piano Thanetiano fu stabilito dal geologo svizzero Eugène Renevier nel 1873.

Il nome deriva da quello dall'isola di Thanet, nel Kent, nel sud-est dell' Inghilterra. 

L'isola di Thanet ha dato il nome anche alla formazione sabbiosa Thanet che è il più antico deposito del Cenozoico nel bacino londinese.

Reperti fossili rappresentativi del piano thanetiano sono ben evidenti nel travertino di Sézanne in Francia, ricco di impronte di vegetali caratteristiche di un clima più caldo dell'attuale.



Print in friendly format Send this term to a friend Toniano

Il Toniano (dal Greco tonas, "stiramento") è il primo periodo del Neoproterozoico, e si estende da 1000 a 850 milioni di anni fa.

Anziché essere basate sulla stratigrafia, queste date sono definite cronologicamente.

Durante questo periodo avvennero il cosiddetto stiramento e il successivo disfacimento del supercontinente Rodinia.

La prima radiazione di acritarchi (primi fossili rilevati aventi pareti biologiche, e non più minerali) avvenne nel periodo Toniano. 

Tracce di organismi multicellulari microscopici risalenti a 1000 milioni di anni fa (inizio del Toniano-Neoproterozoico e fine dello Steniano-Mesoproterozoico) furono ritrovate in India e Australia.



Print in friendly format Send this term to a friend Tormalina

Le tormaline sono un gruppo di minerali appartenenti alla famiglia dei ciclosilicati.

Il nome deriva dal cingalese turmali che significa corniola e indicava in passato il nome dei cristalli portati in Europa dal Ceylon.

Il cristallo appartiene al sistema trigonale, si presenta prismatico, molto allungato, striato verticalmente e a volte con sviluppo diseuguale alle due estremità dell'asse verticale.

Il colore dipende dalla composizione chimica.

Esistono varietà policrome nelle quali il colore varia sia a zone concentriche che nel senso dell'allungamento del cristallo. 

Si possono trovare prevalentemente tormaline di colore rosso, rosa, blu, verde e giallo. 

Esistono anche tormaline multicolore che hanno una gran varietà di colori.

La tormalina è un minerale accessorio comune nelle Rocce Eruttive e metamorfiche e per via della loro durezza si possono reperire anche nelle Rocce Sedimentarie; è molto abbondante nelle Pegmatiti. 

Le varietà limpide più belle provengono dall'isola d'Elba, dal Minas Gerais (Brasile), dagli Urali, dal Madagascar, da Sri Lanka, Namibia, Mozambico, Maine e California in USA. 

Cristalli opachi ben formati si trovano nelle Pegmatiti alpine, ad Olgiasca (LC), Candoglia e Craveggia (NO) Sondalo (SO) e in Val Vizze (BZ).

Le tormaline risultano dotate di piroelettricità (si caricano elettricamente se prima riscaldate e poi raffreddate) e piezoelettricità (si caricano elettricamente se sottoposte a pressione), oltre ad essere sostanze dicroiche.

Sono inattaccabili dagli acidi e le varietà di litio sono infusibili.

Il silicio è posto al centro di un tetraedro i cui vertici sono posti gli Atomi di ossigeno. 

I tetraedri sono uniti l'un l'altro per due vertici in gruppi di sei.

Tormalina



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Nella scala dei tempi geologici, il Tortoniano è il quinto dei sei piani del Miocene, un'epoca del Neogene.

Questa unità cronostratigrafica si estende tra 11,608 ± 0,005 milioni di anni fa e 7,246 ± 0,005 milioni di anni fa, per una durata complessiva di 4,362 ± 0,010 milioni di anni (Hilgen et al., 2003).

È preceduto dal Serravalliano e seguito dal Messiniano.

Il Tortoniano è stato introdotto nella letteratura scientifica nel 1858 dallo stratigrafo svizzero Karl Mayer-Eymar.

Il nome deriva dalla città italiana di Tortona in provincia di Alessandria presso la quale si trovava l'originario stratotipo.

In questo periodo si hanno i seguenti eventi:

- 12,5 (Serravaliano) - 10,5 m.a. - speciazione ed estinzione di Sivapithecus indicus, una scimmia antropomorfa i cui fossili sono stati ritrovati nella pianura del Petwar in Pakistan e in varie parti dell'India. Sivapithecus è un Genere estinto della sottofamiglia Ponginae ritenuto un antenato comune dei moderni oranghi (Pilbeam, 1982).
- 10 m.a. - datazione dei fossili di Sivapithecus parvada, ritrovati nel 1988 in India si tratta di una scimmia antropomorfa della sottofamiglia Ponginae.
- 9.5 - 8.5 m.a. - speciazione ed estinzione di Sivapithecus sivalensis, una scimmia antropomorfa della sottofamiglia Ponginae i cui fossili sono stati ritrovati in India.
- 8,5 - 8 m.a. - datazione dei fossili di Oreopithecus bambolii ritrovati presso la centrale termoelettrica di Fiume Santo nelle vicinanze di Porto Torres in Sardegna. 

Altri fossili della stessa specie erano stati rinvenuti in Toscana nel 1852 nei pressi del Monte Bamboli. 

Oreopithecus bambolii è una scimmia antropomorfa; non fa parte della linea evolutiva umana ma è caratterizzata da un'inusuale andatura bipede (anche se mantiene tratti arboricoli). 

La sua evoluzione avvenuta in un ambiente insulare (anche la Toscana costituiva un'isola in questo periodo) sarebbe stata facilitata dall'assenza di predatori.



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Il Trachodon (dente grezzo) è un Genere di dinosauro Hadrosauride, del Cretaceo superiore, i cui resti fossili furono rinvenuti presso la Formazione del Fiume Judith, nel Montana. 

I resti principali di questo animale, sono i denti paragonati a quelli dell'ornitorinco per via di una duplice radice distintiva, presente anche nei ceratopsidi.

Joseph Leidy fu il primo a classificare i ritrovamenti frammentari del tracodonte, nel 1856. 

Da queste ossa, fu anche il primo ad attribuire il nome della specie, come: Deinodon, Palaeoscincus, Trachodon e Troodon. 

Trachodon fu il nome alla fine attribuito, proprio per via della Forma dei denti. 

La sua classificazione rimane, però, ancora non del tutto completa ed il nome non è più tanto usato, eccetto in discussioni storiche, per cui è considerato un Nomen Dubium.

Trachodon



Print in friendly format Send this term to a friend Triassico

In geologia, primo dei tre periodi che costituiscono l'era mesozoica nella scala dei tempi geologici; copre un intervallo di 30 milioni di anni: da 225 a 195 milioni di anni fa circa. 

Durante il Triassico, il supercontinente Pangea inizia a frammentarsi. 

Col distendersi della crosta terrestre, si creano numerose fosse tettoniche, nelle quali vanno accumulandosi Rocce Sedimentarie come arenarie, siltiti e argilliti. 

Questi strati sedimentari verranno successivamente iniettati da magmi basaltici. 

I fossili trovati in strati triassici sono indicativi di un clima generalmente caldo. 

Il paesaggio triassico è dominato da piante sempreverdi, soprattutto conifere e ginkgofite; gli alberi dalla corteccia embricata prevalenti nel periodo precedente (il Permiano) esistono ancora, ma non hanno la diffusione delle sempreverdi. 

Nel corso del periodo fanno la loro comparsa i dinosauri. 

I primi membri di questo gruppo non raggiungono le dimensioni che avranno i giganteschi esemplari del Giurassico e del Cretaceo: la loro lunghezza non supera di molto i 3-4 m. 

Altri importanti rettili del Triassico sono gli Ittiosauri, animali marini dal muso allungato e dalla Forma corporea simile a quella dei moderni delfini. 

Altri rettili marini dello stesso periodo, i Plesiosauri, hanno grande corpo appiattito simile a quello delle testuggini, collo e coda molto lunghi e grandi pinne. 

Al Triassico viene fatta risalire da molti paleontologi la comparsa dei primi veri mammiferi, ma si sa pochissimo sulla fisiologia di questi animali. 

Tra gli invertebrati, gli insetti sono rappresentati dalle prime specie in grado di effettuare metamorfosi completa, da larva a pupa ad adulto. 

Nei mari del Triassico prosperano belemniti, Ammoniti e crostacei, animali sopravvissuti all'estinzione di massa avvenuta alla fine del Permiano, che aveva Cancellato il 75% delle specie di invertebrati. 

Triassico



Print in friendly format Send this term to a friend Trilobite

I trilobiti sono Artropodi di ambiente marino esclusivi dell'era paleozoica, che costituiscono la classe Trilobita. 

Questo gruppo è documentato dal Cambriano Inferiore (circa 520-530 Ma) fino al tardo Permiano (circa 250 Ma). 

Il loro nome significa a tre lobi, dalla loro caratteristica morfologica più evidente, la partizione longitudinale del corpo in tre lobi: un lobo assiale (centrale) e due lobi pleurali (laterali). 

Sono forme generalmente di piccole e medie dimensioni: per la maggior parte da pochi millimetri ad una decina di centimetri di lunghezza, eccezionalmente fino ad alcuni decimetri. 

I trilobiti sono dotati di un endoscheletro (Artropodi) con morfologia complessa, in parte di natura organica e in parte composto da carbonato di calcio. 

Questi organismi, caratterizzati da una spiccata segmentazione metamerica, sono dotati di un capo differenziato (cephalon), in posizione anteriore, con occhi composti (che in qualche caso possono regredire fino alla scomparsa); di un torace (thorax) segmentato e articolato, e infine da un elemento posteriore a scudo (pygidium). 

Sono inoltre dotati di varie paia di appendici articolate (un paio per ogni segmento del corpo), in parte con funzione di arti e in parte di sostegno per strutture branchiali.

Fino ad oggi sono stati determinati circa 1.500 generi e 10.000 specie di trilobiti vissuti nei 270 milioni di anni della vita complessiva di questo gruppo. 

I trilobiti sono buoni fossili guida, caratterizzati da un'ampia diffusione geografica, da una evoluzione rapida e da una rapida variazione dei caratteri, che fanno di molte specie di questo gruppo degli indicatori biostratigrafici di notevole importanza per la datazione delle Rocce Sedimentarie paleozoiche. 

Il loro valore stratigrafico è massimo nel Paleozoico Inferiore, in particolare nel Cambriano e nell'Ordoviciano.

Trilobite



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