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Print in friendly format Send this term to a friend Sacoglossi

Radula uniseriata (cioe' provvista di una sola fila di grossi denti successivi); conchiglia di solito piccola o piu' spesso assente. 

Berthellina limax, caratteristica Forma di piccole dimensioni (circa 1 cm di lunghezza) pescata recentemente tra le Caulerpe delle coste giapponesi, con conchiglia a due valve di cui la sinistra reca un piccolo apice contorto a spirale.

Caliphylla tricolor, priva di conchiglia e con lamine respiratorie dorsali.



Print in friendly format Send this term to a friend Scafopodi

Molluschi, classe degli Scafopodi; conchiglia di un sol pezzo, a Forma di tubo tronco-conico leggermente incurvato, aperto alle due estremita', simile ad una piccola zanna di elefante; piede cilindrico; corpo conico, con capo non distinto; bocca situata all'estremita di una proboscide, dalla cui base partono dei filamenti clavati (captacoli); Radula presente.



Print in friendly format Send this term to a friend Scala di Mohs

La Scala di Mohs prende il nome dal mineralogo austriaco Friederich Mohs.

È un criterio empirico per la valutazione della durezza dei materiali.

Essa assume come riferimento la durezza di dieci minerali numerati da 1 a 10 tali che ciascuno è in grado di scalfire quello che lo precede ed è¨scalfito da quello che lo segue.

Il primo minerale della serie è il talco, l'ultimo il diamante.

La scala di Mohs fornisce un valore puramente indicativo in quanto gli intervalli tra i valori rappresentati non sono costanti.

Per determinare la durezza di un campione non si fa altro che provare quali elementi della scala riesce a scalfire e da quali viene scalfitto.

Esiste anche una scala assoluta di durezza, calcolabile tramite lo sclerometro, che permette di definire la durezza in modo numerico.

SCALA DI MOHS

Teneri (si scalfiscono con l'unghia)

1. Talco
2. Gesso

Semi duri (si rigano con una punta d'acciaio)

3. Calcite
4. Fluorite
5. Apatite

Duri (non si rigano con la punta di acciaio)

6. Ortoclasio
7. Quarzo
8. Topazio
9. Corindone
10. Diamante


Print in friendly format Send this term to a friend Scisti Marmoraia

Sono scisti micacei e sericitici generalmente color tabacco, piu' raramente rossi o verdi, con dendridi manganesifere. 

Rare intercalazioni di calcari ceroidi giallastri o di cipollini verdastri, in strati molto sottili. 

Per la presenza di laminazioni o raddoppi lo spessore non e' calcolabile. 

Non ha fornito fossili. 

La formazione e' stata attribuita al Lias-Dogger per la posizione tra Marmi e calcare selcifero.



Print in friendly format Send this term to a friend Selandiano

Il Selandiano (o Paleocene intermedio) è il secondo dei tre piani del Paleocene. 

È preceduto dal Daniano e seguito dal Thanetiano.

Copre un periodo compreso tra 61,1 milioni di anni fa (Ma) e 58,7 ± 0,2 milioni di anni fa.

Il piano Selandiano fu introdotto nella letteratura scientifica da Alfred Rosenkrantz nel 1924.

Il suo nome deriva da quello dell'isola danese di Sjaelland.

In questo piano si ha la presunta presenza dei Plesiadapiformi (intorno ai 60 milioni di anni fa), ordine parallelo ai primati estinto nel tardo Eocene, appartenente al superordine Euarchonta comune ai primati stessi. 

È sicuramente l'ordine meno distante filogeneticamente dai primati, invece è dubbia la discendenza dei primati stessi da questo ordine di primatoidi estinti.

Si ha inoltre la comparsa dei primi primati conosciuti, ovvero delle protoscimmie del Genere Teilhardina, protoprimati classificati nel sottordine Haplorrhini, famiglia Omomyidae, probabili antenate delle Simiiformes (comprendenti tutte le scimmie, platirrine e catarrine, uomo compreso), ma anche dei Tarsi. 

Nello stesso periodo compaiono le Adapidae, presunte antenate delle proscimmie. 

È proprio in questo periodo che si differenziano le proscimmie stesse (sottordine Strepsirrhini dell'ordine dei primati, comprendente lemuri, Aye aye e galagoni) dalle scimmie propriamente dette (sottordine Haplorrhini dell'ordine dei primati, comprendente tarsi e scimmie propriamente dette).



Print in friendly format Send this term to a friend Serravalliano

Il Serravalliano è il quarto dei sei piani del Miocene, una delle due epoche del Neogene.

Questa unità cronostratigrafica si estende tra 13,65 ± 0,05 milioni di anni fa e 11,608 ± 0,005 milioni di anni fa.

Il Serravaliano segue il Langhiano e precede il Tortoniano.

Lo stadio Serravalliano fu introdotto nella letteratura scientifica dal geologo italiano Lorenzo Pareto nel 1864

Deriva il suo nome dalla cittadina piemontese di Serravalle Scrivia in provincia di Alessandria.

Intorno ai 13 milioni di anni fa si ha, in Africa, la presunta datazione dei fossili di Pierolapithecus catalaunicus, ritrovati nel sito di Hostalets de Pierola, in Catalogna (Spagna). 

È una scimmia antropomorfa ed è una seconda ipotesi di antenato comune della sottofamiglia Homininae, che comprende Scimpanzé, Gorilla e Uomo.

Intorno ai 12,5 milioni di anni fa si ha, in India, la presunta comparsa del Sivapithecus indicus, i cui fossili sono stati ritrovati nella pianura del Petwar in Pakistan e in varie parti dell'India, una scimmia antropomorfa della sottofamiglia Ponginae, probabile discendente dell'Afropithecus, antenato comune fra l'uomo e il moderno orangutan.



Print in friendly format Send this term to a friend Sideriano

Il Sideriano (dal Greco sideros, "ferro") è il primo periodo dell Paleoproterozoico. 

Si estende da 2500 milioni a 2300 milioni di anni fa.

Anziché essere basate sulla stratigrafia, queste date sono definite cronologicamente.

In questo periodo si manifestarono delle formazioni di bande di ferro (note come BIF, dall'inglese banded iron formations). 

Le BIF furono causate da alghe azzurre anaerobiche che producevano ossigeno come scarto del loro metabolismo; l'ossigeno si combinò con il Ferro presente per formare la magnetite (Fe3O4, un ossido di ferro).

Questo processo ripulì gli oceani dal ferro prima di allora presente in abbondanza. 

In seguito la continua produzione di ossigeno, non più combinato, portò al suo accumularsi nell'aria dando inizio alla formazione dell'attuale atmosfera ricca di ossigeno. 

Questa atmosfera risultò tuttavia letale per le specie anaerobiche che non riuscirono a sopravvivere in questo ambiente per loro tossico, dando così luogo alla grande estinzione nota come catastrofe dell'ossigeno, che fu seguita poco dopo dalla glaciazione uroniana.

La glaciazione uroniana iniziò a metà Sideriano (2400 milioni di anni fa) e si concluse nel Rhyaciano (2100 milioni di anni fa).



Print in friendly format Send this term to a friend Silt

Roccia sciolta dalla granulometria compresa tra 0.02 mm e 0.0064 mm.



Print in friendly format Send this term to a friend Siluriano

In geologia, terza suddivisione dell'era paleozoica nella scala dei tempi geologici; si estende da circa 430 a 395 milioni di anni fa. 

Il periodo è stato così denominato nel 1835 dal geologo inglese Roderick Impey Murchison, dal nome dell'antica tribù dei siluri che popolava l'Inghilterra occidentale e il Galles, cioè le zone in cui gli strati di questo periodo sono stati per la prima volta studiati sistematicamente. 

Il Siluriano è compreso tra due importanti episodi di formazione montuosa: l'orogenesi taconiana del precedente Ordoviciano, e quella acadiana del successivo Devoniano. 

La convergenza delle zolle tettoniche, già iniziata durante l'Ordoviciano, fece corrugare le Rocce Sedimentarie precedentemente accumulate. 

Queste rocce, sottoposte a Metamorfismo e interessate da intrusioni ignee, affiorano attualmente in regioni assai disparate, come Groenlandia, Inghilterra e Norvegia. 

Secondo la teoria della tettonica a zolle, i continenti di quell'epoca erano raggruppati in diverse masse continentali: quelle più a sud formavano il supercontinente di Gondwana, quelle settentrionali erano ripartite in Nord America, Europa e Asia. 

Il clima era tutt'altro che uniforme: le regioni a latitudine superiore ai 65° erano ricoperte da coltri glaciali, ma la Groenlandia e parti del Nord America, che ora ricadono nel Circolo polare artico, si trovavano in quel periodo a soli 15° dall'equatore. 

Le Rocce Sedimentarie del Siluriano mostrano chiare caratteristiche di deposizione in ambiente tropicale. 

Entro i 40° di latitudine, le scogliere coralline erano diffuse nelle calde acque marine; da lagune e mari interni di regioni a clima arido si depositavano progressivamente minerali evaporitici, come salgemma e gesso. 

Nella regione dei Grandi Laghi, in Nord America, vengono attualmente sfruttati depositi salini del Siluriano dello spessore di oltre 500 m. 

Le rocce del Siluriano custodiscono i primi indiscutibili resti di vegetazione terrestre: i fossili di un gruppo di piante vascolari primitive ora estinte, le psilofite. 

Gli studi sulle forme di vita animale del Siluriano mostrano la prevalenza di invertebrati e animali marini, tra cui i primi pesci con mandibola e i primi insetti terrestri. 

Siluriano



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Lo Statheriano (dal Greco Statheros, "stabile, fermo") è il quarto e ultimo periodo del Paleoproterozoico, e si estende da 1.800 milioni a 1.600 milioni di anni fa.

Anziché essere basate sulla stratigrafia, queste date sono definite cronologicamente.

Questo periodo è caratterizzato dalla formazione in molti continenti, di nuove placche continentali o della cratonizzazione finale (supercontinenti). 

Il supercontinente Columbia si formò all'inizio di questo periodo (~1.800 milioni di anni fa).

In questo periodo, comparvero gli eucarioti le prime forme di vita mono o multicellulari dotate di nucleo.



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