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Print in friendly format Send this term to a friend Pagurato

Occupato da un paguro, dopo la morte del mollusco.



Print in friendly format Send this term to a friend Paleoarcheano

Il Paleoarcheano è un'era geologica dell'Eone Archeano. 

Va da 3600 a 3200 milioni di anni fa. 

Il periodo, è definito cronologicamente e non corrisponde a uno specifico livello di sezioni rocciose sulla terra. 

L'era successiva è denominata Mesoarcheano, la precedente Eoarcheano.

Questa era è tuttavia caratterizzata dalla probabile presenza delle prime forme conosciute di batteri capaci di compiere la fotosintesi, anche se ancora di tipo anossico (batteri autotrofi). 

Si ritiene che le prime presenze batteriche ben conservate ritrovate in alcune rocce dell'Australia nordoccidentale risalgano a 3460 Milioni di anni fa. 

Gli stromatoliti cominciarono a formarsi 3.500 milioni di anni fa, anche se si dubita che i reperti più antichi siano di origine microbica.



Print in friendly format Send this term to a friend Paleogene

Il Paleogene o Nummulitico è il primo periodo del Cenozoico, compreso tra circa 65,5 ± 0,3 e 23,03 milioni di anni fa.

È preceduto dal Cretaceo e seguito dal Neogene.

Ebbe una durata di circa 43 milioni di anni e fu caratterizzato dalla grande evoluzione dei mammiferi che, a partire dalle piccole e poco importanti specie del Cretacico, si svilupparono in modo notevole. 

Si divide in Paleocene, Eocene e Oligocene.

Durante il Paleogene si completò la terza e ultima fase della frammentazione della Pangea, iniziatasi nel precedente Cretacico. 

Tra circa 60 e 55 Ma il Nord America e la Groenlandia si separarono definitivamente dall'Eurasia, aprendo il mare Norico. 

L'oceano Indiano e l'Atlantico proseguirono la loro espansione chiudendo l'oceano Tetide. 

L'Australia e l'India cominciarono a spostarsi verso Nord-est a una velocità di circa 5-6 cm all'anno; questo provocò la separazione dell'Australia dall'Antartide con il conseguente aumento della sua velocità di spostamento. 

L'Antartide rimase invece nella regione del Polo Sud dove si era posizionato dall'epoca della formazione della Pangea, circa 280 milioni di anni fa.

L'India, che si era staccata dall'Africa circa 40 milioni di anni prima, cominciò ad entrare in collisione con la parte orientale dell'Asia; le enormi pressioni esercitate da questa spinta diedero luogo alla formazione della catena montuosa dell'Himalaya avvenuta tra 52 e 48 milioni di anni fa e portarono alla definitiva chiusura del passaggio della Paratetide.

Nel frattempo la placca africana cominciò a dirigersi a nord-est verso l'Europa; l'enorme pressione esercitata dall'Africa, dall'India e dalla piccola placca del continente Cimmeria diede luogo all'imponente orogenesi alpina, iniziatasi già nel Cretacico inferiore, ma che produsse i maggiori effetti dal Paleocene all'Eocene. 

Si formarono proprio in questo periodo tutte le maggiori catene montuose attuali, tra cui: Alpi, Pirenei, Atlante, Balcani, Taurus, Caucaso, Pamir, Karakorum e Himalaya.

Questa collisione è tuttora in corso.

Il Sud America iniziò a spostarsi verso nord separandosi dall'Antartide, aprendo così lo Stretto di Drake e permettendo per la prima volta la circolazione oceanica completa attorno all'Antartide. 

L'instaurarsi della Corrente Circumpolare Antartica, che bloccava l'afflusso delle acque calde verso l'Antartico, provocò il rapido raffreddamento del clima del continente che fino ad allora era coperto di boschi e diede luogo alla formazione dei ghiacciai che tuttora lo ricoprono.

Il Paleogene terminò con una seconda fase di orogenesi alpina, che diede luogo alla formazione delle catene montuose costiere delle Montagne Rocciose, dei Caraibi e delle zone del Centroamerica.

All'inizio del Paleogene le temperature erano relativamente elevate e raggiunsero il loro massimo durante il breve periodo denominato Massimo termico Paleocene-Eocene, per poi cominciare a scendere rapidamente.

Il clima era caldo uniforme e umido, senza grandi escursioni tra le zone equatoriali e polari. 

Le foreste tropicali e paratropicali si estendevano fino a latitudini molto maggiori delle attuali; i boschi subtropicali arrivavano fino quasi alle regioni polari, dove crescevano alberi con grandi foglia caduche appartenenti a tipi oggi sconosciuti, ma che avevano saputo adattarsi alle situazioni alternantesi di notte perpetua e giorno continuo.

Alcune specie animali poterono sfruttare le rotte artiche, data l'assenza dei ghiacci, e in particolare tra Nord America e Europa, da un lato, o l'Asia a occidente. 

Non risultavano migrazioni tra Europa e Asia che erano separate dai mari interni. 

Le due Americhe erano ancora staccate, ma i marsupiali sudamericani poterono arrivare in Australia passando attraverso la regione antartica.

Durante il Paleogene si ebbe l'esplosiva radiazione adattativa dei Mammiferi, probabilmente dovuta alla precedente estinzione di massa del passaggio Cretaceo-Terziario; in particolare fecero la loro comparsa nell'Oligocene i primi esemplari di cane, gatto, balene, ippopotami, lemuri e insettivori.

Gli Uccelli si diversificarono in modo marcato e fecero la loro comparsa nuove specie di foraminiferi e la nummulite che caratterizza il periodo.

Gli ecosistemi oceanici erano per lo più popolati da quegli animali, piante e organismi unicellulari che erano sopravvissuti alla grande estinzione di massa del Cretacico-Terziario e che poterono espandersi durante il Cenozoico. 

A beneficiarne furono foraminiferi bentonici, ricci di mare, Briozoi Cheilostomata, Gasteropodi, Bivalvi, teleostei e soprattutto la barriera corallina, favorita dal clima più caldo in particolare nell'Eocene.

Il nanoplancton ebbe un notevole recupero nell'Eocene, mentre le diatomee e i dinoflagellati poco influenzati dalla crisi, costituivano la componente più importante delle acque profonde. 

Nelle coste sabbiose si svilupparono nuovi tipi di ricci, Gasteropodi e Bivalvi capaci di scavare e ancorarsi ai sedimenti per resistere alla forza delle onde.

Tra le molte nuove specie apparse in questo periodo sono da segnalare le balene, che si svilupparono da mammiferi carnivori terrestri e conseguirono rapidamente un notevole successo tra i grandi predatori oceanici. 

Altre specie invece si mantennero ai margini oceanici come i pinguini, derivati da uccelli natatori dell'Eocene. 

È possibile che abbiano fatto la loro prima comparsa anche i pinnipedi come la foca, il tricheco o il leone di mare, anche se non ci sono fossili prima del Neogene.

I mammiferi ereditarono il mondo dai dinosauri dando luogo a una importante radiazione adattativa che non era stata possibile nell'era precedente, data la supremazia dei grandi rettili. 

All'inizio del Paleocene i mammiferi erano creature piuttosto piccole, simili a un odierno roditore e le loro dimensioni non superavano quelle di un cane. 

Tra le specie che erano sopravvissute all'estinzione di massa del Cretacico-Terziario ci furono i multituberculata, i marsupiali, ungulati primitivi simili a un procione e una serie di mammiferi insettivori. 

Comparvero presto i primati, gli antenati dei moderni carnivori, i primi esemplari di cavallo, le cui dimensioni erano allora simili ad un cane, e mammiferi erbivori della taglia di un odierno bovino.

Il numero delle varietà di mammiferi si raddoppiò, avvicinandosi a 100, in linea con il livello attuale. 

Cominciarono ad apparire le moderne specie di erbivori:

- Ungulati con numeri dispari di dita: cavallo, tapiro, rinoceronte;
- Ungulati con numeri pari di dita: antilope, pecora, capra, maiale, bisonte, cammello.

I proboscidati fecero la loro comparsa nell'Eocene inferiore. 

Il Moeritherium, primo fossile conosciuto, era un animale alto tre metri, con zanne appena accennate e corta proboscide. 

I roditori, originatesi nel Paleocene, continuarono la loro diversificazione evolutiva; ne fecero le spese i multituberculata arcaici, che condividevano la stessa alimentazione e si estinsero nell'Oligocene. 

I primi mammiferi predatori che si nutrivano di mammiferi erbivori fecero la loro comparsa nel Paleocene, come i mesonichidi, parenti della iena.

All'inizio del Paleocene proliferarono uccelli giganti come il Gastornis, vissuto tra il tardo Paleocene e l'Eocene in Europa e Nord America. 

Incapace di volare a causa delle ali atrofizzate, aveva l'aspetto di una enorme gallina alta fino a due metri. 

Si trattava di un predatore, dotato di becco possente e affilato, in grado di spezzare le ossa delle sue prede e strapparne le carni. 

Le zampe terminavano con artigli in grado di bloccare la preda.

Accanto ai grandi esemplari si svilupparono anche i volatili che vivevano negli ambienti costieri, come il pellicano e la maggior parte delle specie attuali come il piccione, l'anitra, l'airone, il falco, la civetta e il picchio.

I rettili e gli anfibi non erano molto frequenti. 

Si svilupparono le prime Ranidae, che diedero origine alle attuali rane, anche se la scarsa presenza di fossili non permette una ricostruzione molto accurata del loro processo di diversificazione.

Non vi furono drastici cambiamenti nella flora in seguito alla transizione nel Paleogene. 

Le angiosperme continuarono la loro evoluzione fino a raggiungere un livello simile all'attuale nell'Oligocene. 

Nelle aree montane delle zone subtropicali si svilupparono i boschi di caducifoglie. 

Apparvero le prime rose e le prime erbe.

Paleogene



Print in friendly format Send this term to a friend Paleontologia

La paleontologia (dal greco παλαiός, paleòs = "antico", ων,οντος che è = Forma del verbo "essere" e λόγος, lògos = nel senso di "studio") è la scienza che studia gli esseri viventi vissuti nel passato geologico e i loro ambienti di vita.

È stata documentata la presenza di organismi viventi sin dall'era precambriana, attraverso il ritrovamento di resti fossili.

Uno studio dei fossili vero e proprio ha avuto inizio solo 300 anni fa, sebbene sia attestato che già nel V secolo AC antichi filosofi greci, come Pitagora, avessero approfondito la materia rivelandone la vera natura.

Nel Medioevo molti naturalisti condividevano la teoria che i fossili rappresentassero i prodotti di una misteriosa forza plastica (vis plastica) che scaturiva dalle profonde viscere della Terra.

La loro vera origine, ossia i resti sepolti di animali e piante, fu stabilita nel XVII secolo in seguito ad un legittimo dubbio sorto a Stenone e ad alcuni naturalisti dell'epoca.

Da questo momento in poi i fossili furono impiegati nella ricerca della risoluzione di alcuni problemi come quello relativo all'età delle rocce, od anche a quesiti biologici riguardanti le cause dell'estinzione di varie forme di vita sulla Terra.

DISCIPLINE

- Paleontologia Tassonomica: classifica gli organismi vissuti nel passato;
- Paleontologia Stratigrafica o Biostratigrafia: accerta la validità dei fossili come indicatori stratigrafici;
- Paleobiologia: studia le caratteristiche e la fisiologia degli esseri vissuti nel passato;
- Paleozoologia: studia i fossili animali;
- Icnologia: studia le impronte fossili;
- Paleobotanica: studia i fossili vegetali;
- Paleoantropologia o Paleontologia Umana: effettua ricerche sui reperti fossili umani delle epoche arcaiche;
- Paleoetnologia: studia i comportamenti e le relazioni sociali durante la preistoria;
- Paleoecologia: studia i rapporti degli organismi del passato con il loro ambiente;
- Paleobiogeografia: studia la distribuzione geografica degli organismi nel passato geologico;
- Micropaleontologia: studia i fossili di piccole dimensioni, i cui caratteri possono essere studiati solo con l'ausilio del microscopio

In particolare, la Micropaleontologia ha acquisito nel tempo notevole importanza anche per le applicazioni pratiche a cui si presta, come la ricerca di idrocarburi entro le Rocce Sedimentarie.



Print in friendly format Send this term to a friend Paleoproterozoico

Il Paleoproterozoico è la prima delle tre Ere Geologiche in cui è suddiviso il Proterozoico, e si è svolto da 2.500 a 1.600 milioni di anni fa, per una durata di 900 milioni di anni. 

La Commissione Internazionale di Stratigrafia riconosce per il Paleoproterozoico una suddivisione in quattro periodi, ordinati dal più recente al più antico secondo il seguente schema:

- Statheriano
- Orosiriano
- Rhyaciano
- Sideriano

In questa era, i continenti iniziarono a stabilizzarsi.

Gli organismi unicellulari detti Cianobatteri evolsero, e cominciarono a sviluppare un processo biochimico detto fotosintesi il quale produce energia e ossigeno convertendo la radiazione solare. 

Prima di una significativa crescita dell'ossigeno nell'atmosfera, molte forme viventi esistevano come anaerobiche, cosicché il metabolismo cellulare dipendeva da una particolare Forma di respirazione cellulare che non richiedeva ossigeno (archeobatteri). 

L'accumulo progressivo di ossigeno libero nell'atmosfera fu letale per molti organismi anaerobici, dando luogo alla prima estinzione di massa nota come catastrofe dell'ossigeno che portò alla scomparsa di quasi tutte le forme vitali anaerobiche, tipiche del precedente Eone Archeano, in particolare della precedente era neoarcheana. 

Le sole forme di vita che rimasero erano o resistenti alla ossidazione e al conseguente effetto letale dell'ossigeno, o caratterizzavano il proprio ciclo di vita in un ambiente privo di ossigeno libero.

I cianobatteri sono all'origine delle prime consistenti evidenze fossili di vita, le stromatoliti. 

Si tratta di depositi di carbonato di calcio in Forma di laminazioni alternativamente di colore chiaro e scuro, derivate dalla precipitazione di carbonato indotta dall'attività batterica (lamine scure) e da sedimento fine carbonatico intrappolato dai tappeti batterico-algali (lamine chiare). 

Questi depositi costituiscono di fatto delle bio-costruzioni di dimensioni anche notevoli (decine di metri di spessore ed estensione da centinaia di metri a decine di chilometri), e determinano lo sviluppo delle prime facies di piattaforma carbonatica.



Print in friendly format Send this term to a friend Paleozoico

In geologia, una delle quattro principali suddivisioni, o ere, della scala dei tempi geologici.

Preceduto dal Precambriano e seguito dal Mesozoico, il Paleozoico comprende sei periodi: Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero e Permiano, e si estende da circa 570 a 225 milioni di anni fa.

L'analisi degli strati rocciosi appartenenti a questa era fornisce importanti informazioni sul processo di evoluzione biologica, che ha portato da semplici forme marine pluricellulari liberamente fluttuanti ai primi gruppi di animali in grado di colonizzare stabilmente le terre emerse.



Print in friendly format Send this term to a friend Palleale

In zoologia relativa al Pallio o ad organi ad esso. 

Del Mantello adiacenti. 

Vedi anche Pallio.



Print in friendly format Send this term to a friend Pallio

1. La ripiegatura cutanea che riveste il corpo dei Molluschi e ne secerne la conchiglia. 

2. La parete dorsale del telencefalo, che ne ricopre a guisa di volta i ventricoli e che nelle varie classi di vertebrati subisce le piu' notevoli trasformazioni e modificazioni strutturali fino a raggiungere il maggior sviluppo e differenziamento nella corteccia cerebrale dei mammiferi [ dal lat. pallium in senso fig. e tecnico].



Print in friendly format Send this term to a friend Pangea

In paleogeografia, Pangea (dal greco antico πᾶν, Forma neutra di πᾶς, "tutto", e γαῖα, "terra", cioè "tutta la terra") è il nome del supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico.

Il nome Pangea fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti.

Il vasto oceano (o superoceano) che circondava il supercontinente viene chiamato Panthalassa (tutto il mare), mentre l'ampia insenatura che separava parzialmente la parte settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide. 

Il nome Pangea si usa oggi per le unioni e riunioni di cose o persone questi ultimi in particolare.

La Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, a causa del processo della tettonica a zolle, dando luogo ad altri due supercontinenti: la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud).

Dall'ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero gli attuali continenti.

Fu all'inizio del XX secolo che il fisico tedesco Alfred Wegener fu attirato da una strana coincidenza: la Forma della costa occidentale del continente africano e quella della costa orientale del continente sudamericano combaciavano perfettamente.

Wegener, a conferma della sua teoria, portò altre prove, quali la natura geologicamente simile delle rocce dei continenti che idealmente si incastravano e alcuni ritrovamenti fossili del rettile Mesosaurus e della felce Glossopteris, distribuiti in fasce che abbracciavano i due continenti e che facevano ipotizzare che in passato fossero uniti in un solo continente.

Nonostante queste prove la sua teoria fu ritenuta bizzarra e non venne accettata.

In effetti Wegener, con i mezzi e le conoscenze a disposizione nel secolo scorso, non poteva spiegare come e perché da quest'unica Pangea si fossero poi distaccati i vari continenti e da che cosa potesse nascere la forza responsabile dei loro spostamenti successivi.

La teoria sulla Pangea è oggi largamente accettata, e viene detta teoria della Deriva dei continenti. 

I geologi ipotizzano anzi che la Pangea sia stata preceduta da diversi altri supercontinenti, tra cui la Pannotia (600 milioni di anni fa), la Rodinia (750 milioni di anni fa) e la Vaalbara (3,6 miliardi di anni fa).

Pangea



Print in friendly format Send this term to a friend Paralectotipo

Ogni esemplare rimanente della serie dei sintipi, una volta che sia stato designato il Lectotipo.



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