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Print in friendly format Send this term to a friend Macrouridae

I Macrouridae sono una famiglia di pesci di mare appartenenti all'ordine Gadiformes. 

Sono genericamente noti come pesci topo in italiano e grenadiers in inglese.

Questi pesci si incontrano in tutti i mari e oceani, in climi freddi, temperati e tropicali. 

Nel mar Mediterraneo sono presenti almeno 6 specie.

A questa famiglia appartengono alcuni tra i più comuni e caratteristici pesci abissali, sono stati rinvenuti a profondità superiori ai 7000 metri. 

Popolano fondi fangosi.

Il nome di pesci topo tradisce una delle principali caratteristiche di questi pesci: la coda molto lunga e sottile priva di pinna caudale all'estremità. 

Il corpo si ingrossa nella parte anteriore (dove alcune specie hanno una gobba prominente) e la testa è grande. 

In quasi tutte le specie la bocca si apre verso il basso; è presente un corto barbiglio sulla mandibola. 

In molte specie l'occhio è grande o molto grande. 

Di solito il muso è prominente ed in alcune specie Forma un rostro molto allungato. 

Le pinne dorsali sono due, la prima breve ed alta e la seconda assai lunga che giunge all'estremo del corpo, così come la pinna anale che è unica.

Le pinne pettorali sono inserite in corrispondenza o più indietro rispetto alle pinne ventrali. 

La vescica natatoria in alcune specie è modificata per emettere suoni. 

Può essere presente un fotoforo ventrale. 

Di solito non raggiungono grandi dimensioni.

Si cibano di invertebrati bentonici e di piccoli pesci. 

Il cibo viene ricercato smuovendo il sedimento con il rostro e localizzando gli organismi con il barbiglio sensorio.

Le uova ed i primi stadi di sviluppo sono pelagici.

Data la difficoltà di accedere ai loro habitat la biologia di molte specie è poco nota o completamente sconosciuta.



Print in friendly format Send this term to a friend Mammuthus Primigenius

Il mammut lanoso (Mammuthus primigenius Blumenbach, 1799) è una specie estinta di elefante. 

Visse dai 300.000 a circa 5.000 anni fa, nel Pliocene e Pleistocene, in Europa, Africa e Nordamerica. 

Questa specie estremamente adattata ad un clima gelido si è evoluta dal precedente mammut delle steppe (Mammuthus Trogontherii).

Rispetto agli attuali elefanti, disponeva di zanne molto più lunghe, ricurve verso l'alto e all'indietro e un pelo lungo e folto. 

Contrariamente all'opinione comune, il mammut lanoso non era gigantesco, ma grande quanto l'attuale elefante asiatico, essendo la sua altezza compresa tra i 2,8-3,5 m al garrese. 

Poteva superare i 4,5 m di lunghezza e raggiungere un peso di 6 tonnellate. 

Le zanne invece differivano da quelle dei moderni elefanti sia nella Forma sia in lunghezza: ricurve verso l'alto e avvolte a spirale, erano lunghe fino a 4,2 m. 

Come tutti i proboscidati era un erbivoro. 

Era un animale adattato a climi gelidi. 

Con le zanne cercava le erbe sepolte dalla neve ed il suo ano era coperto da una sacchetta di pelle. 

Alcuni esemplari di Mammuthus primigenius avevano il pelo biondo, secondo quanto rilevato dal gene Mc1r, rilevato proprio dalle ossa di questo animale.

Dei mammut sono stati ritrovati numerosi scheletri, le cui zanne forniscono una varietà di avorio di scarso pregio ma ugualmente molto ricercato. 

Dai ritrovamenti effettuati in Europa, Asia e America settentrionale, che hanno consentito di rinvenire esemplari intatti congelati, imprigionati nel permafrost, è stato possibile ricavare interessanti notizie circa le caratteristiche di questo grande animale vissuto nel Pleistocene ed estintosi alla fine di questa epoca. 

Esso fu contemporaneo dell'uomo del Paleolitico.

Di recente sono stati scoperti i resti di mammut nani sopravvissuti sull'isola di Wrangel (Russia) dopo la fine del Pleistocene, fino a circa 3.500 anni fa.

Nella grotta di La Madeleine della Francia sud-occidentale, dove si sono trovati resti del Paleolitico, tra i molti disegni rupestri ve n'è uno che rappresenta un mammut. 

Il rinvenimento delle rappresentazioni dei mammut eseguite dagli uomini primitivi ha aiutato i paleontologhi a ricostruirne l'aspetto fisico, questi disegni mostrano che l'animale era dotato di una gobba di grasso sulla schiena, probabilmente in funzione di riserva energetica per il periodo invernale, non evidente dal semplice esame dello scheletro.

Mammuthus Primigenius



Print in friendly format Send this term to a friend Mammuthus Trogontherii

Il mammut delle steppe (Mammuthus trogontherii Pohlig, 1888) è una specie estinta di elefante, diffuso in gran parte del nord dell'Eurasia durante il Pleistocene medio, ovvero tra i 600.000 - 370.000 anni fa.

Circa 700.000 anni fa, il clima del pianeta peggiorò sensibilmente e le pianure e le savane di Europa, Asia e Nordamerica nelle quali viveva il Mammuthus meridionalis, divennero gradualmente steppe freddissime. 

All'inizio del Pleistocene, probabilmente in Siberia, comparve il mammut delle steppe, una specie meglio adattata al clima più freddo evolutasi dal mammuthus meridionalis che poi si estinse. 

Durante il Pleistocene medio il mammut delle steppe aveva ormai completamente sostituito il mammuthus meridionalis occupando gran parte del suo areale nel quale un tempo viveva.

Circa 300.000 anni fa, dal mammut delle steppe ebbe origine il mammut lanoso, Mammuthus Primigenius, specie eccezionalmente adatta a fronteggiare il freddo estremo dell'Era Glaciale e che rimpiazzò completamente il suo progenitore.

Il mammut delle steppe poteva raggiungere un'altezza al garrese di 4,70 m, si tratta di una delle più grandi specie di proboscidati mai vissute sulla Terra. 

I maschi possedevano lunghe zanne ricurve a spirale lunghe quasi 5 metri, mentre quelle delle femmine erano meno massicce e solo leggermente curvate.

Sono state ritrovate diverse zanne fossili, ma gli scheletri completi di questa specie sono rari. 

Lo scheletro più integro mai rinvenuto è stato rinvenuto nel 1996 a Kikinda, Serbia, si tratta di un esemplare femmina alto 4,7 m al garrese, con delle zanne lunghe 3,5 m, secondo le stime degli studiosi l'animale da vivo deve aver raggiunto un peso di 7 tonnellate. 

Per questo motivo si suppone che i maschi che vivevano nella stessa area geografica potrebbero aver raggiuto dimensioni ancora maggiori. 

Un altro scheletro di mammut delle steppe è stato scoperto nei pressi di Norfolk, nel Regno Unito; conserva la mascella e le zanne ma è privo della parte superiore del cranio. 

Ad Auvergne, in Francia, è stato invece rinvenuto un cranio completo.

Mammuthus Trogontherii



Print in friendly format Send this term to a friend Mantello

L'organo del mollusco responsabile della secrezione della conchiglia.



Print in friendly format Send this term to a friend Marmi

Marmi saccaroidi bianchi o grigi massicci o grossolanamente stratificati, con rare traccie di mineralizzazione. 

Verso il tetto si trovano marmi gialli stratificati alternati con calcari ceroidi gialli. 

Vedi anche MMMS per chiarimenti.



Print in friendly format Send this term to a friend Melanoflagite

La melanoflogite è un minerale formatosi naturalmente in condizioni di alta pressione di gas. 

Fa parte della cosiddetta famiglia dei Clatrati (dal latino clathrus=inferriata, cancello, gabbia).

Consiste di un reticolo cristallino formato da tetraedri di SiO4 (gli stessi elementi base costituenti sia il quarzo che la silice) con una struttura particolare che Forma una serie di gabbie. 

All'interno di queste gabbie normalmente sono contenute singole Molecole dei gas presenti al momento della formazione con una variabilità nella composizione complessiva che dipende dal sito di estrazione.

E' anche possibile riscaldare il minerale per provocare la fuoriuscita del gas al suo interno, lasciando solo il suo scheletro di silice.

E' un minerale molto raro che è stato estratto in pochi siti al mondo.

In Italia è stato trovato a Racalmuto (Sicilia) e a Fortullino (Toscana).



Print in friendly format Send this term to a friend Mesoarcheano

Il Mesoarcheano è la terza era geologica dell'Eone Archeano. 

Va da 3.200 a 2.800 milioni di anni fa e durò quindi 400 milioni di anni. 

Il periodo è definito cronologicamente e non corrisponde a uno specifico livello stratigrafico di sezioni rocciose sulla terra.

Durante il Mesoarcheano si produsse la prima glaciazione, avvenuta circa 2.900 milioni di anni fa e che si ritiene possa essere stata causata da una destabilizzazione del clima legata al metabolismo dei primi microorganismi.

Il primo supercontinente, il Vaalbara, si frammentò proprio alla fine di questa era, attorno ai 2.800 milioni di anni fa.

Alcuni fossili ritrovati in Australia indicano che le stromatoliti erano frequenti sulla terra durante l'era Mesoarcheana.



Print in friendly format Send this term to a friend Mesogasteropodi

Come risultato della torsione del sacco dei visceri congiunta ad un maggior accrescimento del lato sinistro, l'atrio cardiaco il Nefridio e la branchia di destra sono scomparsi; branchia residua con una sola serie di lamine respiratorie; per lo piu' marini, alcuni di acqua dolce o terrestri, oppure parassiti; e' l'ordine di Gasteropodi piu'numeroso.

Viviparus, di acqua dolce; Cyclostoma, terrestre; Littorina; Cerithium; Crepidula; Cassidaria; Natica; Triton; Cypraea; Vermetus, con la conchiglia despiralata, irregolare, cementata alle rocce. 

Appartengono a questo ordine gli Eteropodi, planctonici, molto trasparenti, privi di mascelle, con conchiglia variamente ridotta e piede compresso lateralmente in Forma di pinna e di solito provvisto di ventosa. 

Carinaria; Pterotrachea.

Mesogasteropodi



Print in friendly format Send this term to a friend Mesoproterozoico

Il Mesoproterozoico è la seconda era geologica delle tre che compongono il Proterozoico e che si estese fra i 1.600 e i 1.000 milioni di anni fa.

La Commissione Internazionale di Stratigrafia riconosce per il Mesoproterozoico una suddivisione in tre periodi, ordinati dal più recente al più antico secondo il seguente schema:

- Steniano
- Ectasiano
- Calymmiano

I principali eventi geologici furono la formazione del supercontinente Rodinia e la rottura del supercontinente Columbia.

Le stromatoliti, i primi reperti fossili formati dai cianobatteri, raggiunsero la massima diversificazione e il loro picco massimo verso i 1.300 milioni di anni fa.

Ebbe inizio l'evoluzione della riproduzione sessuale, probabilmente prima di organismi unicellulari, (Protista e Fungi), poi di organismi pluricellulari semplici.



Print in friendly format Send this term to a friend Mesozoico

In geologia, una delle quattro principali suddivisioni, o ere, della scala dei tempi geologici. 

Detto anche era secondaria, il Mesozoico, che si estende da circa 225 milioni a circa 65 milioni di anni fa, è caratterizzato dal predominio dei grandi rettili, e per tale motivo viene talvolta indicato anche come era dei dinosauri. 

La storia di questi animali - dalla loro comparsa alla loro fine - è interamente compresa nell'era secondaria: il termine dell'era stessa viene anzi posto in coincidenza con la rapida, e ancora per molti versi misteriosa, estinzione dei dinosauri. 

Nell'era mesozoica, di cruciale importanza per la storia della vita sulla Terra, compaiono anche gli uccelli, i mammiferi e le prime piante con fiore. 

Inoltre, avviene la frammentazione del supercontinente Pangea: il Nord America si separa dall'Africa, mentre l'Africa, il Sud America e l'India si separano dall'Antartide. 

L'era viene suddivisa in tre periodi: Triassico, Giurassico e Cretaceo. 

Mesozoico



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