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Print in friendly format Send this term to a friend Lamellibranchi

I Bivalvi o lamellibranchi sono Molluschi la cui conchiglia è formata da due parti, dette valve, unite da una Cerniera mobile. 

La mobilità degli adulti è limitatissima. 

Hanno un piede non adatto alla locomozione, ma, vivendo semisepolti nella sabbia o nel fango, lo usano per scavare.

Alcuni Bivalvi sono in grado di muoversi: si tratta dei pettini (Pecten jacobaeus), i quali, aprendo e chiudendo le due valve della conchiglia, producono getti d'acqua che li fanno muovere a balzi.

Sono animali filtratori bentonici, il cui capo è praticamente inesistente ed il sistema nervoso notevolmente semplificato.

La cavità del Mantello corrisponde allo spazio tra le due parti dell'animale aderenti alle valve. 

Essa è attraversata da un flusso d'acqua che permette la respirazione e la nutrizione. 

Le particelle alimentari sono, infatti, trattenute dalle branchie lamelliformi.

I muscoli che serrano le valve (derivanti dal piede) hanno la capacità di cristallizzarsi in modo da tenerle bloccate senza consumare energia.

La maggior parte dei Bivalvi è dioica.

Lamellibranchi



Print in friendly format Send this term to a friend Langhiano

Il Langhiano è il terzo dei sei piani stratigrafici del Miocene, una delle due epoche del Neogene.

Questa unità cronostratigrafica si estende tra 15,97 milioni di anni fa (Ma) e 13,82 milioni di anni fa.

Il Langhiano segue il Burdigaliano e precede il Serravalliano.

Il suo nome deriva dal territorio delle Langhe, nell'area a nord di Ceva in provincia di Cuneo, dove questo piano fu osservato nel 1864 dal geologo italiano Lorenzo Pareto che lo introdusse nella letteratura scientifica.

Intorno ai 15,5 milioni di anni fa si ha, in Africa, la presunta datazione dei fossili di Afropithecus turkanensis, ritrovati anche in Arabia Saudita. 

È una scimmia antropomorfa ed è il probabile l'antenato comune fra l'orango e l'uomo, o fra i pongidi del Genere Sivapithecus e il Genere Kenyapithecus, probabile antenato dell'uomo.

Tra i 14,8 e i 14,5 milioni di anni fa si ha l' estinzione di massa del Miocene medio, che portò all'estinzione del 30% delle specie di mammiferi conosciuti, probabilmente dovuta a un impatto asteroidale (le cui tracce sono visibili nel cratere da impatto del Nördlinger Ries), o per le polveri vulcaniche prodotte dall'attività tipica della Rift Valley in Tanzania, che portarono ad un raffreddamento globale del pianeta, con conseguente avanzamento della banchisa polare antartica.

Intorno ai 14 milioni di anni fa si ha, sempre in Africa, la presunta datazione dei fossili di Kenyapithecus wickeri, ritrovati da Louis Leakey nel 1961 nel sito di Fort Ternan in Kenya. 

È una scimmia antropomorfa ed è ritenuta un antenato comune fra le grandi scimmie (Gorilla) e l'uomo.



Print in friendly format Send this term to a friend Latimeria Chalumnae

Il celacanto delle Comore (Latimeria chalumnae Smith, 1939) è un pesce della famiglia dei Latimeriidi. 

Noto per la sua pigmentazione azzurro splendente, è la più conosciuta delle due specie esistenti di celacanto.

Il peso medio di un esemplare vivente di Latimeria chalumnae si aggira sugli 80 kg, mentre la lunghezza può raggiungere anche i 2 m. 

Le femmine adulte sono leggermente più grandi dei maschi.

L. chalumnae ha un areale molto vasto, sebbene la popolazione non sia diffusa uniformemente, che comprende tutta la porzione occidentale dell'Oceano Indiano, dal Sudafrica verso nord, lungo la costa orientale dell'Africa, fino a Kenya, Comore e Madagascar; spesso viene avvistato in piccole colonie.

Secondo il trattato della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, il celacanto è stato aggiunto tra le specie in Appendice I (quelle minacciate di estinzione) nel 1989. 

Il trattato ne proibisce lo sfruttamento a scopo commerciale e regola qualsiasi tipo di commercio della specie, compresi gli esemplari inviati ai musei, attraverso un sistema di permessi. 

Nel 1998 la popolazione totale del celacanto delle Comore venne stimata sui 500 esemplari o meno, numero che rende molto difficile la sopravvivenza della specie. 

La IUCN classifica L. chalumniae tra le specie in pericolo critico e L. menadoensis tra quelle vulnerabili.

Il 23 dicembre 1938 Hendrik Goosen, capitano del peschereccio Nerine, ritornava verso il porto di East London (Sudafrica) dopo una battuta di pesca tra i fiumi Chalumna e Ncera. 

Com'era solito fare di frequente, telefonò ad una sua amica, Marjorie Courtenay-Latimer, curatrice del piccolo museo di East London, per chiederle se voleva osservare i pesci pescati alla ricerca di qualche esemplare interessante e le parlò inoltre di uno strano pesce che aveva messo da parte per lei. 

Dalla corrispondenza conservata negli archivi dell'Istituto Sudafricano per la Biodiversità Acquatica (SAIAB; in passato Istituto di Ittiologia J. L. B. Smith) si scopre che Goosen fece di tutto per evitare qualsiasi danno a questo pesce e che ordinò al suo equipaggio di metterlo da parte per il Museo di East London. 

Più tardi il capitano raccontò che la prima volta che vide il pesce esso era di colore azzurro acciaio, ma una volta che la Nerine aveva attraccato nel porto di East London, molte ore più tardi, era divenuto grigio scuro.

Non avendo trovato alcuna descrizione della creatura in tutti i suoi libri, la Courtenay-Latimer cercò di contattare un suo amico, il professor James Leonard Brierley Smith, che purtroppo era via per le vacanze di Natale. 

Incapace di conservare il pesce, lo inviò con riluttanza a un tassidermista. 

Quando Smith ritornò riconobbe immediatamente la creatura: era un celacanto, un animale noto solamente allo stato fossile. 

Smith la battezzò Latimeria chalumnae in onore di Marjorie Courtenay-Latimer e delle acque dove era stato trovato. 

Le due scoperte ricevettero subito grande notorietà e il pesce divenne noto come fossile vivente. 

Questo esemplare è tuttora in mostra nel museo di East London.

Tuttavia, dal momento che l'esemplare era stato impagliato, le branchie e lo scheletro non erano più disponibili per eventuali esami e quindi rimase qualche dubbio sul fatto se si trattava davvero di un celacanto. 

Smith iniziò allora una lunga caccia alla ricerca di un secondo esemplare, ma vi impiegò più di un decennio.

Latimeria Chalumnae



Print in friendly format Send this term to a friend Laurentia

Laurentia è un supercontinente, conosciuto anche col nome di Cratone nord-americano, che Forma la base delle attuali America settentrionale, Groenlandia e Scozia. 

Lo Scudo canadese ne costituisce la parte più antica (risale al periodo Archeano, fra - 4000 e - 2500 milioni di anni). 

Il cratone nordamericano della Laurentia, come tutti i cratoni, si formò dallo scontro fra due continenti, col conseguente rimbalzo verso la direzione opposta. 

Questi processi si sono svolti nell'arco di milioni di anni, e sono stati ricostruiti dall'esame delle attuali rocce.

La Laurentia deve il suo nome allo scudo laurenziano che, a sua volta, lo deve al fiume San Lorenzo.

Attualmente, la Laurentia ha la Forma del Nord America, ma in passato è stata parte di altri supercontinenti:

2.5 miliardi di anni fa, l'Arctica divenne un continente separato.

2.45 miliardi di anni fa, l'Arctica diviene parte del supercontinente Kenorland.

2.1 miliardi di anni fa, la Kenorlandia si fratturò ed il cratone artico entrò a far parte del supercontinente Nena, assieme alla Baltica ed all'Antarctica orientale.

1.8 miliardi di anni fa, la Laurenzia entrò a far parte del supercontinente Columbia.

1.5 miliardi di anni fa, divenne un continente a sé stante.

1.1 miliardi di anni fa, entrò a far parte del supercontinente Rodinia.

750 milioni di anni fa, era parte del supercontinente minore Protolaurasia, dal quale era quasi completamente staccata.

600 milioni di anni fa, entrò a far parte del supercontinente Pannotia.

Nel Cambriano, tornò nuovamente indipendente.

Nell'Ordoviciano, finì quasi completamente sommersa a favore della Baltica.

Nel Devoniano i due supercontinenti collisero, formando l'Euramerica.

Nel Permiano, si ebbe la collisione di tutti i supercontinenti e la conseguente formazione della Pangea.

Nel Giurassico, la Pangea si divise in due supercontinenti: la Laurasia e la Gondwana: la Laurenzia faceva parte del primo.

Nel Cretaceo, divenne nuovamente indipendente, formando il Nord America

Nel Neogene, il Nord America si unì col Sudamerica a formare il supercontinente minore dell'America.

Fra 250 milioni di anni, tutti i continenti potrebbero collidere nuovamente, formando una nuova Pangea detta Pangea Ultima: la Laurenzia farà parte del nuovo supercontinente.

Laurentia



Print in friendly format Send this term to a friend Lectotipo

Esemplare selezionato dalla serie originaria di tipi (sintipi) come nuovo Olotipo, allorche' l'Olotipo non risulti disponibile o perche' non designato dall'autore o perche' successivamente andato perduto.



Print in friendly format Send this term to a friend Legamento

Elemento strutturale di natura cornea, elastico, che mantiene unite le valve dei Bivalvi; puo' essere sia interno che esterno.



Print in friendly format Send this term to a friend Lepidolite

La lepidolite è un minerale. 

Il nome deriva da 2 termini greci: lepidos e lytos: squama e pietra. 

L'IMA ha stabilito che il nome lepidolite è sinonimo di trilithionite che diventerà la sua denominazione ufficiale.

In sfere fatte di scaglie cristalline e rari cristalli tabulari.

In più la si trova in cristalli a libro aperto una delle sue forme più rare.

Lepidolite



Print in friendly format Send this term to a friend Licopodi

Il licopodio (Lycopodium) è un Genere di piante vascolari appartenente alla famiglia delle Lycopodiaceae.

La parola Lycopodium è di derivazione greca, ed è composta da lico (dal greco lýkos "lupo") e podio (dal greco poús, podós "piede"), quindi significa piede di lupo.

I licopodi sono delle piante perenni, sempreverdi a portamento strisciante. 

Le radici sono ramificate dicotomicamente. 

Le foglie hanno una disposizione a spirale e sono dotate di un'unica nervatura centrale (microfillo). 

Gli sporofilli sono addensati in strobili posti al termine delle ramificazioni. 

A secondo delle specie gli strobili possono essere sessili o peduncolati. 

Gli sporangi sono simili (isosporia), a Forma di sacchetto e si trovano sulla superficie superiore delle foglie in posizione ascellare. 

La sporificazione avviene indicativamente fra luglio e settembre, ma può variare con l'altitudine e la posizione geografica. 

Le spore sono trilete di colore giallo zolfo. 

Le spore del licopodio come possono rimanere vitali per molti anni e possono essere necessari fino a 7 anni per sviluppare un gametofito (o protallo). 

Questi a loro volta possono rimanere in vita da poche settimane fino a 10 anni o più. 

I protalli si sviluppano nel sottosuolo, hanno la Forma di tubercoli biancastri delle dimensioni di circa 2 cm, e sono dotati di rizoidi filamentosi. 

I protalli sono monoici, pertanto contengono sia gli organi genitali maschili (anteridi) che gli organi femminili (archegoni). 

In condizioni normali la pianta raggiunge la sua maturità sessuale dopo circa 10-15 anni, e la durata della vita della pianta può arrivare a circa 20 anni. 

Come si vede il meccanismo di riproduzione sessuale è piuttosto lento. 

A questo meccanismo si affianca pertanto quello asessuale tramite la propagazione dei rami laterali o rizomi.

I licopodi sono ampiamente diffusi sulla terra, sia in zone temperate che nelle aree montane delle zone tropicali. 

Le singole Specie hanno areali più contenuti e specifici.

Le specie diffuse in Italia di cui si hanno notizie certe sono il Lycopodium annotinum e il Lycopodium clavatum.

Il loro habitat tipico è costituito da pascoli, brughiere a mirtilli (vaccinieti), boschi, ad altitudini che variano fra i 100 e 2.500 metri.

Licopodi



Print in friendly format Send this term to a friend Limo

Vedi Silt.



Print in friendly format Send this term to a friend Linee di Accrescimento

Linee piu' o meno sensibili presenti sulla superficie della conchiglia, parallele al margine, la cui formazione consegue alle successive fasi di crescita e riposo del mollusco; sono assiali nei Gasteropodi, concentriche nei Bivalvi.



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