Menù Principale

Segui il Gruppo Avis Mineralogia Paleontologia Scandicci anche su  Facebook

Home Dizionario G Dizionario
Browse by letter
All | A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | Other

G

We currently have 8 entries that begin with this letter.

Print in friendly format Send this term to a friend Gasteropodi

I Gasteropodi sono la classe di Molluschi viventi che ha mantenuto un modo di vita e una struttura relativamente simili ai progenitori comuni del phylum.

Comprendono chiocciole (Helix), lumache (Limax) e numerosi animali marini che sono noti più che altro per le loro conchiglie (anche se un gran numero di essi, tra cui la maggior parte degli Opistobranchia e la totalità dei Nudibranchia, ne è privo).

La parola gasteropodo deriva dal greco γαστὲρ (gastèr)=stomaco e ποδὸσ (podòs)=piede, a indicare animali che si spostano strisciando sul proprio stomaco, come era inizialmente ritenuto.

Precedentemente erano anche indicati col nome di univalvi, per differenziarli dai Bivalvi.

La modificazione più appariscente rispetto ai Molluschi ancestrali consiste in una rotazione del sacco dei visceri attorno ad un asse verticale ed un suo avvolgimento a spirale, che coinvolge anche la conchiglia. 

I Gasteropodi hanno quindi perduto la simmetria bilaterale.

Il piede e il capo sono evidenti e sul capo sono presenti antenne con funzioni tattili e visive.

I gasteropodi marini, quasi tutti bentonici, possono avere una massa anche di alcuni chilogrammi.

Quelli terrestri hanno evoluto un polmone nella cavità del Mantello; sono in ogni caso relegati ad ambienti umidi. 

Sia specie acquatiche, sia terrestri hanno perso la conchiglia.

Tra le specie marine ve ne sono parecchie gonocoriche. 

I Polmonati invece sono ermafroditi insufficienti.

Nelle forme terrestri è inoltre scomparsa la Forma larvale: dall'uovo emerge una Forma giovanile simile all'adulto.

Gasteropode



Print in friendly format Send this term to a friend Genere

Gruppo di specie la cui correlazione è tale da presupporre una medesima derivazione filogenetica.



Print in friendly format Send this term to a friend Genotipo

Il complesso dei caratteri genetici che determinano le caratteristiche di un organismo.



Print in friendly format Send this term to a friend Gerontico

Proprio di un organismo la cui età sia avanzata per la media della propria specie.



Print in friendly format Send this term to a friend Giurassico

In geologia secondo periodo dell'era mesozoica nella scala dei tempi geologici; si estende da circa 195 a circa 135 milioni di anni fa e prende nome dalle montagne del Giura, nell'Europa centrale. 

All'inizio del Giurassico, le terre emerse erano ripartite in due supercontinenti: Gondwana a sud, e Laurasia (comprendente Asia, Europa e Nord America) a nord, separati dal mare della Tetide, la cui parte occidentale si trovava dove attualmente è situato il mar Mediterraneo. 

Italia, Grecia, Turchia e Iran erano ancora attaccati alla parte nordafricana del Gondwana che, secondo la teoria della tettonica a zolle, aveva cominciato a frammentarsi durante il Triassico. 

Antartide e Australia, già distaccate dal Gondwana fin dagli esordi del Giurassico, rimanevano ancora unite, mentre l'India andava alla deriva verso nord per entrare in collisione con il supercontinente settentrionale, Laurasia. 

Il Nord America, ancora attaccato alla Groenlandia e all'Europa occidentale nel Giurassico inferiore, iniziò a liberarsi dal Gondwana per andare alla deriva verso ovest. 

Ciò ebbe due conseguenze: in primo luogo si aprì il golfo del Messico; in secondo luogo, quando la zolla del Pacifico cominciò ad andare in subduzione al di sotto del Nord America, ebbe inizio un'intensa attività vulcanica, a preludio degli eventi orogenetici che sarebbero più tardi culminati nella formazione delle Montagne Rocciose e della Sierra Nevada. 

Frattanto, nell'emisfero meridionale Sud America e Africa iniziarono ad allontanarsi, e un lungo stretto braccio di oceano si insinuò progressivamente tra i due continenti, fino a raggiungere il mare della Tetide. 

Con l'ampliarsi di questo braccio, acque marine poco profonde andarono a ricoprire la maggior parte dell'Europa e vaste regioni delle altre terre emerse bagnate dal mare della Tetide. 

Verso la fine del Giurassico, questi mari poco profondi cominciarono a prosciugarsi lasciando spessi depositi calcarei; in alcuni di essi si sarebbero in seguito formati alcuni dei più ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale. 

La prova del fatto che il clima del Giurassico era caldo e umido è data dall'esistenza di diffuse scogliere coralline e di foreste temperate e subtropicali, costituite in gran parte da gimnosperme, ginkgoali e felci. 

Le angiosperme (piante con fiore) fecero la loro comparsa verso la metà del Giurassico. 

Come è risaputo, i rettili erano le forme dominanti di vita animale. 

Alcuni erano adattati alla vita marina (Ittiosauri e Plesiosauri) e all'aria (Pterosauri); altri alla terraferma, con una varietà di forme che in alcuni casi raggiungevano enormi dimensioni, come il carnivoro 

Allosaurus e l'erbivoro Apatosaurus. 

Nel 1822 dagli strati giurassici del Sussex vennero portate alla luce le prime ossa di Iguanodon uno dei primi dinosauri a essere scoperti. 

Anche i resti fossili del più antico uccello conosciuto, Archaeopteryx, appartengono a rocce di età giurassica. 

I mammiferi, che si erano evoluti alla fine del periodo precedente – il Triassico – rimasero per tutto il periodo rappresentati da forme piccole, simili a roditori. 

Giurassico



Print in friendly format Send this term to a friend Glaciazione

Una glaciazione, (letteralmente "azione dei ghiacci"), è un lungo periodo di tempo (generalmente migliaia o milioni di anni) in cui si registra un importante avanzamento dei ghiacci sulla superficie terrestre. 

Essa è dovuta ad un generale abbassamento della temperatura del clima terrestre. 

In glaciologia, la scienza che studia i ghiacciai, con glaciazione si intende un periodo di tempo in cui i poli della Terra sono ricoperti da calotte glaciali; secondo questa definizione ci troviamo ancora oggi in un periodo di glaciazioni, in quanto la Groenlandia e l'Antartico sono ancora ricoperte dai ghiacci (in questo senso il termine è sinonimo di Era glaciale).

Più comunemente, quando si parla degli ultimi milioni di anni della Terra, con glaciazioni ci si riferisce a periodi particolarmente freddi (periodi glaciali particolarmente freddi) durante i quali le calotte polari si sono estese fino a ricoprire gran parte dell'Europa e del Nord America. 

In questo senso l'ultima glaciazione è finita circa 10.000 anni fa.

Durante gli ultimi milioni di anni ci sono stati molti periodi glaciali.

I periodi più antichi hanno avuto una durata di 40.000 anni, i più recenti di 100.000 anni.

Questi ultimi sono i più studiati.

L'idea che nel passato i ghiacciai fossero stati di dimensioni molto superiori a quelle attuali era già presente nella cultura popolare di alcune regioni alpine dell'Europa.

Secondo Imbrie un boscaiolo di nome Jean-Pierre Perraudin raccontò a Jean de Charpentier di come in passato il ghiacciaio svizzero Grimsel fosse più esteso. 

Tra il 1825 e il 1833, Charpentier raccolse delle prove in favore di questa teoria. 

Sempre in questo periodo, anche Ignaz Venetz, interrogandosi sull'origine dei massi erratici, concluse che solo i ghiacciai che si trovavano sulle vette più alte potevano averli spostati.

In generale, quindi, il concetto di glaciazione non è attribuibile a una sola persona.

Nel 1836 Charpentier, Venetz e Karl Friedrich Schimper riuscirono a convincere Louis Agassiz della veridicità della loro teoria. 

Agassiz pubblicò quindi nel 1840 la teoria delle glaciazioni nel suo libro Étude sur les glaciers (Studio sui ghiacciai).

In questa prima fase dello studio dei ghiacciai, ciò che veniva effettivamente studiato erano i periodi glaciali delle ultime centinaia di migliaia di anni, verificatisi quindi, durante l'attuale Era Glaciale. 

L'esistenza di più antiche glaciazioni era ancora ignota.

Le glaciazioni avvengono durante un'Era glaciale e pur essendo esistite almeno cinque Ere Galciali nella storia della Terra, solo quattro sono le principali. 

L'Era Glaciale più antica si crede abbia avuto luogo tra 2,7 e 2,3 miliardi di anni fa all'inizio dell'Eone Proterozoico.

1) L'Era Glaciale più antica di cui si sia raccolta una buona quantità di documentazione, invece, è datata tra gli 800 e i 600 milioni di anni fa (periodo Cryogeniano). 

Probabilmente fu l'era glaciale più importante dell'ultimo miliardo di anni. 

Molti suggeriscono che in quel periodo le acque del mare si ghiacciarono fino all'equatore o in prossimità di esso, trasformando la terra quasi in una gigantesca palla di neve.

2) Una serie di glaciazioni minori si ebbero tra i 460 e i 430 milioni di anni fa, durante l'ultima parte del periodo Ordoviciano.

3) Si è inoltre registrata una presenza di calotte polari ad intervalli, tra i 350 e i 260 milioni di anni fa, durante i periodi del Carbonifero e del Permiano.

4) L'attuale Era Glaciale iniziò 40 milioni di anni fa con la crescita della calotta glaciale sull'Antartico, ma si intensificò nel Pleistocene, circa 3 milioni di anni fa, con l'espansione della calotta glaciale nell'emisfero settentrionale. 

Da allora, vi sono stati dei periodi di glaciazione della durata di 40.000 e 100.000 anni, durante i quali le calotte si sono estese e ritirate ciclicamente. 

L'ultimo periodo glaciale, la glaciazione Würm, è terminato circa 10.000 anni fa. 

La tradizione suole però chiamare piccola glaciazione il clima freddo che caratterizzò l'Europa del XVII secolo.

Le cause che durante un Era glaciale spingono il clima terrestre ad avere cicli di avanzamento e scioglimento dei ghiacci sono ancora oggetto di studio ma hanno sicuramente un ruolo chiave i cambiamenti periodici dell'orbita terrestre intorno al Sole noti come cicli di Milankovitch, le variazioni dell'attività solare, le eruzioni vulcaniche e l'eventuale impatto di meteoriti.

Variazioni dell'orbita terrestre
Le variazioni periodiche dell' eccentricità dell'orbita della Terra, dell' inclinazione dell' asse come pure la sua precessione, fenomeni noti nel loro complesso come cicli di Milankovitch, non sembrano poter essere identificati come fattori scatenanti di una Era Glaciale, quanto piuttosto in grado di influenzare notevolmente il susseguirsi dei periodi glaciali e soprattutto degli interglaciali all'interno di una singola Era glaciale.

Attività solare 
L'emissione della radiazione solare, conseguenza dell'attività solare, non ha un andamento costante nel tempo, ma segue dei cicli principali di undici anni. 

In aggiunta a questo andamento naturale vi è la variazione del numero e della quantità delle macchie solari, la cui attività ha un influsso diretto sulla quantità di radiazione inviata verso la terra e di conseguenza sulla temperatura della superficie terrestre.

Tali variazioni da sole non sono in grado di dare l'avvio ad una glaciazione, ma possono dare un contributo alla sua intensità e durata quando sono in coincidenza con alcune delle altre possibili cause già evidenziate.

Attività vulcanica e meteoritica
Recenti studi su una delle ultime glaciazioni, avvenuta circa 74000 anni fa, ipotizzano un'altra teoria sulle possibili cause di una glaciazione. 

È possibile, infatti, che un'intensa attività vulcanica o anche una pioggia di meteoriti abbiano innalzato una coltre di gas e polveri in grado di respingere molti dei raggi solari, abbassando così la temperatura. 

Questa ipotesi potrebbe anche spiegare l'estinzione dei dinosauri.

L'interruzione del flusso della Corrente del Golfo, la quale rappresenta la pompa climatica di un importante ecosistema, ha un effetto determinante su tutto l'emisfero boreale.

Proprio sotto la Groenlandia infatti avviene il raffreddamento delle acque trasportate dalla corrente, che si immergono fino alle più remote profondità del mare per ripercorrere all'inverso il percorso. 

Prima dell'ultima era glaciale si ebbe un breve innalzamento interglaciale della temperatura della Terra, che provocò lo scioglimento superficiale dei ghiacci nell'emisfero settentrionale. 

Si formarono delle pozze d'acqua stagnante o dei laghetti proglaciali, bloccati da dighe naturali di ghiaccio o ghiaia alle loro estremità. 

Quando sotto l'effetto della spinta dell'acqua accumulata le dighe naturali cedettero, si ebbero violente inondazioni che modellarono la costa della Groenlandia e delle altre regioni artiche.

Questo enorme afflusso di acqua dolce riversatosi improvvisamente nel mare, assieme alle variazioni indotte sul mantello terrestre dal peso del ghiaccio, ebbe un'influenza sul momento d'inerzia della Terra che determinò variazioni della rotazione terrestre e quindi effetti sul clima legati all'assestamento postglaciale.

Glaciazioni



Print in friendly format Send this term to a friend Gondwana

La Gondwana è stato un supercontinente generatosi durante il Neoproterozoico dall'aggregazione dei frammenti della Pangea, un supercontinente preesistentee e scomparso nel Mesozoico. 

Dalla sua frammentazione sono nati gli attuali continenti dell'emisfero meridionale (Sudamerica, Africa, India, Antartide, Australia).

Sono stati proposti diversi nomi per questa terra, quali:

Rodinia (1990 - McMenamin) dal russo rodit (generare)
Urgondwana (1991 - Hartnody)
Katania (1995 - Young)
Paleopangea (2000 - Piper).

La prova della continuità fisica di questi continenti si trova nelle analogie sulle successioni stratigrafiche dei continenti meridionali, oltre che da testimonianze paleontologiche quali la comparsa nel Triassico del rettile erbivoro Lystrosaurus, presente in tutti questi continenti, Antartide compresa.

Gondwana



Print in friendly format Send this term to a friend Günz

Günz è il nome dato dalla glaciologia alla prima glaciazione avvenuta in Europa, che ebbe luogo nel Pleistocene, il primo periodo dell'era quaternaria in cui si verificò un abbassamento generale della temperatura ed una ulteriore espansione dei ghiacciai nell'attuale zona temperata.

Questa prima glaciazione si verificò da 680.000 anni fa fino a 620.000 anni fa, e fu seguita da un periodo interglaciale che durò circa 170.000 anni.

I cicli glaciali sono quattro e prendono il nome, dal più antico al più recente, da quattro affluenti minori del Danubio in Germania (più precisamente in Baviera), Günz, Mindel, Riss e Würm

Questa scelta di nomi perché fu proprio nelle vallate tedesche che si rinvennero tracce dell'attività dei ghiacciai. 

Non a caso è sulle Alpi che nacque la moderna glaciologia, infatti le quattro glaciazioni ricoprono le Alpi con una calotta di ghiaccio spessa fino a 2.000 metri.

Così le Glaciazioni Günz, Mindel, Riss e würm sono riscontrabili man mano che ci si avvicina al Neozoico e quindi sono identificabili le seguenti quattro ere glaciali, intervallate da tre fasi interglaciali (che si chiamano Günz-Mindel, Mindell-Riss e Riss-Würm):

Günz, da circa 680.000 a 620.000 anni fa
Mindel, da circa 455.000 a 300.000 anni fa
Riss, da circa 200.000 a 130.000 anni fa
Würm, da circa 110.000 a 12.000 anni fa





Vota & Cerca
Statistiche

Aggiungi ai preferiti

Login
Nome utente:

Password:

Ricorda



Recupero password

Registrati!
Ricerca Vocale
Termini Recenti
Meteo


Mappe