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Print in friendly format Send this term to a friend Calcare Cavernoso

Serie Toscana Tcv Calcare cavernoso (Norico Retico).

E' costituito da calcari dolomitici grigi brecciati, spugnosi in superficie; subordinatamente, dal tipico calcare a cellette.

Questo e' una breccia di calcari dolomitici sfatti e di calcari, fortemente cementati da calcite e dolomite di aspetto cariato.

E' una breccia di collasso a partire da una formazione evaporitica (serie anidritica: alternanza di dolomie primarie, calcari dolomitici, argilloscisti, gesso e anidrite) che sitrova unicamente nel sottosuolo.

Non ha fornito fossili.

E' attrbuito normalmente al Norico-Retico per la posizione al tetto del Verrucano o dei Grezzoni, e alla base del Calcare ad Avicula contorta. 



Print in friendly format Send this term to a friend Calcirudite

Roccia calcarea a granulometria maggiore di 2 mm.


Print in friendly format Send this term to a friend Callo

Inspessimento di materiale conchigliare che, nei Gasteropodi, appare piu frequentemente localizzato sul labbro interno, attorno alla Columella, chiudendo talora l'ombelico della conchiglia. 


Print in friendly format Send this term to a friend Calymmiano

Il Calymmiano (dal Greco Calymna, copertura, con riferimento all'espansione della copertura della crosta terrestre) è il primo periodo del Mesoproterozoico, e si estende da 1.600 milioni a 1.400 milioni di anni fa.

Anziché essere basate sulla stratigrafia, queste date sono definite cronologicamente.

Questo periodo è caratterizzato dall'espansione della preesistente crosta terrestre, o dalle nuove piattaforme continentali formatesi sui recenti basamenti cratonizzati.

Il supercontinente Columbia si divise durante l'alto Calymmiano, circa 1.500 milioni di anni fa.


Print in friendly format Send this term to a friend Cambriano

Prima suddivisione del Paleozoico, nella scala dei tempi geologici; copre un intervallo di circa 70 milioni di anni e si estende da circa 570 a circa 500 milioni di anni fa.

Fu così chiamato nel 1835 dal geologo inglese Adam Sedgwick, il quale definì le caratteristiche e i limiti del periodo studiando le Rocce Sedimentarie del Galles, regione che gli antichi romani chiamavano Cambria.

Il Cambriano è il periodo geologico per il quale si hanno le prime prove dell'esistenza di zolle tettoniche.

Le collisioni multiple fra queste zolle diedero origine, nel corso del periodo, a una vasta massa continentale, o supercontinente: chiamato dai geologi con il nome di Gondwana, esso incorporava ciò che ora si presenta come Sud America, Africa, Antartide e Australia occidentale, e includeva inoltre l'India e parti di ciò che attualmente costituisce il Messico e la Florida, l'Europa meridionale e forse la Cina.

Come si può immaginare, la distribuzione dei continenti nel Cambriano era del tutto dissimile da quella attuale.

La maggior parte delle masse continentali era situata ai tropici o nell'emisfero meridionale.

La prova che anche Nord America ed Europa settentrionale erano situate ai tropici è data dai depositi salini trovati nelle rocce cambriane di queste parti del mondo.

Gondwana si estendeva dai tropici, attraverso le latitudini temperate australi, fin quasi al Polo Sud.

Agli albori del Paleozoico, il costante aumento dei livelli di ossigeno nell'atmosfera e negli oceani permise lo sviluppo di nuove forme di vita nell'ambiente marino.

Per la prima volta dall'origine della Terra, potevano evolversi organismi in grado di ricavare energia dalla respirazione, fra i quali invertebrati marini relativamente grandi e complessi, dotati di gusci duri o di scheletri chitinosi o carbonatici.

Rispetto alle forme di vita precambriane a corpo molle, questi animali avevano molte più possibilità di dar luogo a fossili, e ciò giustifica il fatto che gli strati di Rocce Sedimentarie del Cambriano siano stati i primi, nella storia della Terra, a prestarsi a un esteso lavoro di correlazione stratigrafica.

Anche se la vita non aveva ancora colonizzato la terraferma, i mari del Cambriano pullulavano di una grande varietà di invertebrati marini, tra cui spugne, vermi, Briozoi, Idrozoi, Brachiopodi, Molluschi, Artropodi primitivi come i Trilobiti, e alcune specie di Echinodermi dotate di gambo.

Uniche piante erano le alghe marine.

Cambriano



Print in friendly format Send this term to a friend Canale Sifonale

Struttura a canale aperto che prolunga anteriormente l'apertura della conchiglia, consentendo il passaggio del sifone del mollusco e, inoltre, proteggendolo.

Appare particolarmente sviluppato in Molluschi tendenti ad infossarsi, come ad esempio le Tibia.



Print in friendly format Send this term to a friend Canalicolato

Provvisto di scanalatura; si riferisce spesso alla sutura, ovvero al punto di congiunzione tra due giri della spira.



Print in friendly format Send this term to a friend Cancellato

Tipo di scultura determinato dall'incrociarsi di rilievi assiali e spirali, in modo da formare un reticolo.



Print in friendly format Send this term to a friend Canyon Sottomarino

Il canyon sottomarino è una valle ripida che si trova sul fondale oceanico della piattaforma continentale.

Alcuni di essi, sono il naturale prolungamento di grandi fiumi; altri, sono semplicemente delle formazioni geologiche indipendenti.

Sono stati scoperti canyon anche ad oltre 2000 metri al di sotto del livello del mare.

Solitamente, sono formati dall'attività di potenti correnti torbide, vulcani o terremoti.

Molti canyon sottomarini continuano come canali e possono estendersi per centinaia di chilometri.

I canyon sottomarini sono caratteristici della scarpata continentale, poiché frutto dell'azione erosiva intensa esercitata dalle correnti di torbida, che in queste zone risultano particolarmente frequenti a seguito della maggior inclinazione del fondale (compresa tra 2° e 5°).

Notevoli ammassi di sedimenti sciolti, in seguito al superamento dell'angolo di scarica o di piccoli sismi, possono originare correnti torbide molto dense, che riescono ad esercitare un'azione incisiva profonda sul substrato sedimentario e roccioso.

L'azione incisiva di queste correnti è tale da manifestarsi chiaramente sia a livello dei sedimenti non litificati che delle sottostanti rocce cristalline.

Anche la bioerosione, o crolli periferici, agiscono modellando la scarpata continentale.

Molti meccanismi sono stati proposti per la formazione di canyon sottomarini, e durante gli anni 40 e 50 del XX secolo le cause principale della formazione dei canyon sottomarini sono state oggetto di accesi dibattiti.

Una recente teoria è che i canyon presenti oggi si siano formati durante l’era glaciale, quando il livello del mare era circa 125 metri più basso e i fiumi scorrevano ai margini della piattaforma continentale.

Comunque, mentre molti (ma non tutti) i canyon si trovano alla foce dei principali fiumi, l’erosione del fondale marino da parte dei fiumi non può essersi verificata a grandi profondità come a 3000 metri dove sono stati mappati alcuni canyon, è di comune accordo (e supportato da molte prove) che il livello del mare non si abbassò mai fino a quelle profondità.

Ai giorni d’oggi si pensa che il principale meccanismo erosione dei canyon siamo le correnti torbide e le frane sottomarine.

Le correnti torbide sono masse d’acqua in movimento verso il basso (a causa della gravità) cariche di sedimenti depositatisi da poco tempo sulla sommità di un pendio, magari messi in moto da terremoti.

Esiste uno spettro di torbidità (o densità) delle correnti che va da acqua fangosa a flusso fangoso; elementi di prova del esistenza di entrambi queste classi estreme possono essere osservati nelle parte più profonda dei canyon e canali sottomarini, come i depositi lobati (flussi fangosi) e argini lungo i canali.

Spostamenti di masse, crolli e frane sottomarine sono forme di spostamento lungo un pendio (per l’effetto della gravità lungo il pendio di una collina) osservato nel canyon sottomarini.

Spostamento di masse è il termine usato per le lente e piccole azioni di movimento della materia verso valle; e può includere comunemente l’effetto della bioerosione: lo scavo di tunnel, ingestione e defecazione effettuata dagli organismi.

Il termine crolli si usa per indicare il rotolamento di masse lungo un pendio.

Con frane invece si indica il distacco e la dislocazione di masse sedimentarie.

Tutti questi fenomeni sono stati osservati e insieme contribuiscono al processo di formazione.

Si è compreso di recente che molti meccanismi di formazione dei canyon hanno effetti maggiori o minori nei differenti luoghi, anche al interno degli stessi canyon, o in periodi differenti durante la formazione del canyon.

Tuttavia, se i principali meccanismi sono quelli sopraelencati, la lineare morfologia delle scarpate di un canyon e un canale e il trasporto del materiale scavato o disciolto delle discese continentali su grandi distanze richiede che vari tipi di torbidi o dense correnti agiscano come effetti principali.


Print in friendly format Send this term to a friend Carbonifero

In geologia, quinta suddivisione dell'era paleozoica nella scala dei tempi geologici; copre un periodo che si estende per circa 65 milioni di anni, da 345 a 280 milioni di anni fa circa.

Il nome ha avuto origine in Gran Bretagna, dove fu applicato per la prima volta nel 1822 ai livelli stratigrafici ricchi di carbone dell'Inghilterra e del Galles.

Il Carbonifero ebbe inizio con la deposizione di sedimenti carbonatici, che in seguito avrebbe dato origine a rocce calcaree.

Verso la metà del periodo, la maggior parte della sedimentazione aveva luogo nei delta fluviali; paludi, nei cui sedimenti si formava torba, ricoprivano vaste aree di ciò che sarebbe alla fine diventato la parte orientale del Nord America e quella settentrionale dell'Europa.

Queste aree, situate a quell'epoca in zona tropicale, immediatamente a nord dell'equatore, erano caratterizzate da clima uniformemente caldo e umido, condizione favorevole alla crescita della vegetazione e degli organismi marini, materia vivente da cui in seguito si sarebbero formati, oltre a torba e carbone, idrocarburi quali petrolio e gas.

Delle antiche terre emerse, solo il protocontinente siberiano giaceva a nord della fascia tropicale, e si estendeva fin quasi a raggiungere il Polo Nord.

Il supercontinente di Gondwana, il quale comprendeva le masse continentali che ora costituiscono Sud America, Africa, India, Australia, e Antartide, si trovava interamente nell'emisfero australe.

Il centro di questa vasta area andava a ricadere in prossimità del Polo Sud.

Gondwana e i diversi protocontinenti, fin dagli inizi del Paleozoico, avevano iniziato a convergere.

Sul finire del Carbonifero la convergenza culminava in una collisione generalizzata, cosicché, agli inizi del Permiano, tutte le terre emerse risultavano ormai radunate in un unico supercontinente gigante, noto con il nome di Pangea.

Tale riassetto delle terre emerse comportò cambiamenti climatici globali.

Il clima, che si era mantenuto caldo e umido nella prima parte del Carbonifero, divenne via via più freddo e secco.

Sulla zolla di Gondwana si instaurò una lunga fase climatica di tipo glaciale, la cosiddetta glaciazione permo-carbonifera.

I resti animali e vegetali risalenti al Carbonifero sono abbondanti e in molti casi ben conservati.

Si riscontra una grande uniformità nelle caratteristiche della vita vegetale: gli stessi generi, e spesso addirittura le stesse specie, si trovano in regioni assai distanti.

Si conoscono circa 2000 specie, la maggior parte delle quali era costituita da piante prive di fiore, che si riproducevano tramite spore.

Erano comuni i primi Licopodi, gli Equiseti e le cordaitali, oltre a numerose felci.

La fauna terricola del Carbonifero ha lasciato poche tracce: molto meglio rappresentate sono le faune dei mari e delle lagune.

Cominciavano ad apparire i primi veri rettili, per evoluzione dai più arcaici anfibi.

Erano anche abbondanti i coralli, i crinoidei e i piccoli foraminiferi.

Dovevano essere presenti pochi Trilobiti ed Euripteridi, mentre le lumache e altri Molluschi, tra cui Cefalopodi e nautiloidi, erano ampiamente diffusi.

Anche Briozoi e Brachiopodi erano comuni; fra i pesci vi era una prevalenza di squali e pesci primitivi corazzati.

Gli insetti, infine, erano frequenti; in particolare una Forma gigante di libellula.

Carbonifero



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