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Print in friendly format Send this term to a friend Adam Sedgwick

Adam Sedgwick nato a Dent il 22 marzo 1785 morto a Cambridge il 27 gennaio 1873 è stato un geologo inglese.

Dopo la laurea in matematica conseguita a Cambridge nel 1808, nel 1817 venne consacrato pastore e divenne canonico della cattedrale di Norwich.

Fu professore di geologia a Cambridge a partire dal 1818 e in breve acquisì una grande dimestichezza con la materia, della quale può essere considerato uno dei fondatori; divenne membro della Geological Society nel 1818, che aveva contribuito a fondare, e della Royal Society nel 1819.

Si dedicò particolarmente allo studio dei terreni primari dell'Inghilterra, della Germania e la struttura delle Alpi Orientali e, dopo un'attenta analisi degli strati fossili del Galles del nord, definì il Cambriano nel 1835 e pubblicò un compendio sulle rocce del Paleozoico.



Print in friendly format Send this term to a friend Adaperturale

Prospettiva. 

Visione della conchiglia la cui apertura fronteggia l'osservatore.



Print in friendly format Send this term to a friend Adeano

L'Adeano (dal greco Ade, "Inferi": mondo dominato dal calore) è l'Eone che rappresenta la prima suddivisione del tempo geologico nella storia del nostro pianeta. 

Ebbe inizio circa 4.600 Milioni di anni fa (Ma) e terminò circa 4.000 Ma con il passaggio al successivo Eone Archeano

La Commissione Internazionale di Stratigrafia lo considera tuttora un periodo informale e non caratterizzato da un limite preciso per il suo inizio. 

L'Adeano appartiene al Precambriano, un'unità geocronologica informale.

Questo Eone venne definito per la prima volta dal geologo Preston Cloud nel 1972 allo scopo di dare un nome al periodo antecedente la formazione delle rocce più antiche sulla Terra.

Le rocce di età adeana sono estremamente rare e affioramenti di questo periodo sono stati identificati esclusivamente in Groenlandia occidentale, datati a 3,8 miliardi di anni fa, in Canada nordoccidentale e in Australia occidentale.

Cristalli di zircone si trovano ridepositati nei sedimenti del Canada e nelle colline Jack Hills nell'Australia occidentale. 

Qui sono stati ritrovati gli zirconi più antichi, risalenti a 4,4 miliardi di anni fa, cioè un'età molto vicina a quella corrispondente alla formazione della Terra.

I sedimenti della Groenlandia appartengono al gruppo dei banded iron beds (letteralmente orizzonti ferriferi a bande). 

Queste rocce sono costituite da alternanze di orizzonti ricchi in ferro ossidato (ematite) alternati a letti di selce e argilla. 

Alcune argilliti contengono composti organici elementari del carbonio; questa informazione, unita all'evidente ossidazione e alla natura a bande delle rocce in questione (che ricorda vagamente le attuali stromatoliti) ha portato alcuni autori ad ipotizzare la presenza di cianobatteri fotosintetici al termine dell'Adeano.

Essendo le rocce di età adeana così scarse sulla crosta terrestre, non ha senso suddividerle ulteriormente. 

Esiste però una correlazione con rocce lunari di questa età, appartenenti al periodo di formazione dei crateri da impatto del Nectaris Basin e successivamente del Mare Imbrium. 

I bacini sopra citati sono molto vasti e spesso sono colmati da materiale basaltico proveniente dalla crosta inferiore. 

È logico ritenere che crateri simili si siano formati anche sulla Terra nel medesimo periodo, per la differenza di massa che esiste tra il nostro pianeta e la sua luna. 

Questo periodo della storia geologica lunare va sotto il nome di Imbriano inferiore.



Print in friendly format Send this term to a friend Aerobiosi

Si definisce aerobiosi la condizione di vita di numerosi organismi, il cui metabolismo è basato sull'utilizzo di ossigeno molecolare, che funge da accettore finale di elettroni. 

Organismi di questo tipo sono definiti aerobi o aerobici. 

Essi sono in grado di funzionare grazie al processo aerobico della respirazione cellulare, che permette l'ossidazione di substrati (per esempio gli zuccheri e gli acidi grassi) per ottenere energia. 

L'ossigeno è infatti un forte ossidante naturale: gli elettroni prodotti dalle reazioni metaboliche dell'organismo sono rapidamente ed efficacemente trasferiti all'ossigeno molecolare che passerà dal numero di ossidazione 0 al numero di ossidazione -2.

La condizione opposta all'aerobiosi è l'Anaerobiosi.



Print in friendly format Send this term to a friend Alfred Lothar Wegener

Wegener nacque a Berlino nel 1880. 

Era il più piccolo dei cinque figli di un Pastore protestante.

Il padre, Richard Wegener, era teologo ed insegnava lingue antiche al Ginnasio Grauen Kloster di Berlino. 

L'amore per la natura fu ispirato dal trasferimento definitivo della famiglia Wegener nella dimora estiva di Zechlinerhütte, vicino a Rheinsberg, avvenuto nel 1886. 

Nella casa ora si trovano un punto di informazione turistica ed un sito memoriale dedicato ad Alfred Wegener. 

Frequentò il Cöllnische Gymnasium sulla Wallstraße, come ricorda una targa ivi affissa, e dove fu il migliore della sua classe. 

Dopo di che egli studiò, dal 1900 al 1904, Fisica, Meteorologia e Astronomia presso le Università di Berlino, Heidelberg e Innsbruck. 

Durante i suoi studi, dal 1902 al 1903, fu anche Assistente all'Osservatorio astronomico "Urania" di Berlino.

Conseguì la laurea in Astronomia all'Università di Berlino nel 1905, tuttavia era più interessato alla meteorologia e alla fisica. 

La sua opinione era che un astronomo non avesse molto da ricercare, ed era costretto a lavorare in un Osservatorio senza potersi muovere tanto.

Nel 1905 iniziò a lavorare presso l'Osservatorio Meteorologico Lindenberg a Beeskow. 

Lavorò all'Osservatorio assieme al fratello Kurt, di due anni più vecchio, e sviluppò il proprio interesse per la meteorologia e lo studio ed esplorazione dei Poli.

Dal 5 al 7 aprile 1906 i fratelli Wegener fissarono un nuovo record di 52 ore ininterrotte di volo di palloni ad aria usati per l'osservazione meteorologica.

Nel 1906 Wegener partecipò alla prima delle sue quattro spedizioni esplorative in Groenlandia. 

Egli considerò questa come la decisione più importante della sua vita.

Lo scopo della spedizione, guidata dal danese Ludvig Mylius-Erichsen, era di esplorare l'ultimo pezzo della costa nordorientale della Groenlandia. 

Wegener costruì la prima stazione di osservazione meteorologica in Groenlandia presso Danmarks Havn, dove installò misuratori aerei e palloni aerostatici per l'osservazione meteorologica del clima artico. 

Fece anche la sua prima conoscenza con la morte nell'artico: durante un viaggio di esplorazione con una slitta, il capo della spedizione e due altri membri della stessa morirono.

Al suo ritorno nel 1908, e fino all'inizio della Prima guerra mondiale, Wegener fu docente di Meteorologia, Astronomia pratica e Fisica cosmica a Magdeburgo. 

Dal 1909 al 1910 egli lavorò al suo libro Termodinamica dell'Atmosfera, per il quale usò anche numerosi risultati ottenuti dalla sua spedizione in Groenlandia.

Gli studenti e i colleghi di Wegener a Magdeburgo stimavano particolarmente il suo talento; riusciva a rendere semplici le questioni complicate e spiegava con chiarezza i risultati delle nuove scoperte. 

Questi anni segnarono il periodo più creativo di Wegener: il 6 novembre del 1912 egli presentò le sue prime ipotesi sulla deriva dei continenti. 

Fu in questi anni che conobbe Else Köppen, che divenne sua moglie nel 1913.

Prima del matrimonio Wegener partecipò ad una seconda spedizione in Groenlandia. 

Dopo una sosta intermedia in Islanda, dove furono comperati e testati i pony per il carico, la spedizione raggiunse nuovamente Danmarks Havn.

Prima che iniziassero ad addentrarsi all'interno della zona da esplorare, la spedizione fu quasi annullata a causa degli esiti infausti di un tentativo di scalata di un ghiacciaio. 

Cadendo nella crepa del ghiacciaio, il capo della spedizione (il danese Johan Peter Koch) si ruppe un arto, e fu costretto a rimanere fermo per mesi al campo base. 

Tuttavia la spedizione riuscì a proseguire, nonostante i rischi di assideramento del Campo-base, e passò alla storia per la più lunga traversata a piedi della calotta polare. 

I partecipanti alla spedizione poterono raccogliere diversi carotaggi da un ghiacciaio in movimento, e fecero molte osservazioni meteorologiche.

Nel 1913 prese il posto del suocero come direttore del dipartimento di ricerche meteorologiche dell'osservatorio marino di Amburgo, e dal 1924 insegnò meteorologia e geofisica all'Università di Graz, in Austria.

Nella sua terza missione in Groenlandia, nel 1930, Wegener morì, forse per attacco cardiaco.

Wegener viene ricordato soprattutto per aver elaborato la teoria della deriva dei continenti. 

Iniziò a lavorare a quest'idea nel 1910. 

Nel libro La formazione dei continenti e degli oceani, Wegener ricorda che la teoria si sviluppò a partire dall'osservazione della straordinaria concordanza delle coste dei continenti affacciati attorno all'Oceano Atlantico. 

Nel 1911 Wegener venne a conoscenza delle nuove teorie che stavano emergendo dallo studio dei fossili, in particolare quella di un antico collegamento fra Brasile e Africa, e quella di Roberto Mantovani che ipotizzava una deriva dei continenti per dilatazione del pianeta. 

L'anno successivo Wegener annunciò la teoria della deriva dei continenti in una conferenza della Società Geologica di Francoforte sul Meno dal titolo La formazione dei continenti e degli oceani in base alla geofisica, a cui seguì una seconda conferenza dal titolo Gli spostamenti orizzontali dei continenti, tenuta presso la Società per il Progresso delle Scienze naturali di Magdeburgo.



Print in friendly format Send this term to a friend Ambulocetus

L'Ambulocetus fu un antico cetaceo che forse poteva camminare oltre che nuotare. 

I ritrovamenti fossili testimoniano che era un antenato delle balene, le quali ebbero origine da mammiferi terrestri. 

Le sue gambe posteriori erano probabilmente meglio adattate per nuotare che per camminare sulla terra; probabilmente nuotava mediante ondulazioni verticali del corpo, come le lontre e le foche attuali.

Si ipotizza che l'Ambulocetus cacciasse come i coccodrilli, cioè appostandosi senza farsi vedere dalla preda per poi afferrarla di colpo.

La ragione per cui gli scienziati considerano l'Ambulocetus un cetaceo primitivo (antenato del Basilosaurus), è la presenza contemporanea di adattamenti all'ambiente acquatico ed a quello terrestre. 

Aveva un adattamento per ingoiare e digerire il cibo in acqua, mentre la struttura delle orecchie, simile a quella delle balene, gli permetteva di sentire bene sott'acqua. 

I denti sono simili a quelli dei cetacei. 

I fossili di Ambulocetus furono trovati per la prima volta in Pakistan dall'antropologo Johannes Thewissen. 

Il Pakistan, nell'Eocene, era una regione litoranea che presentava ambienti acquatici e umidi favorevoli per l'Ambulocetus.

Ambulocetus



Print in friendly format Send this term to a friend Ammoniti

Le Ammoniti (sottoclasse Ammonoidea) sono un gruppo di Molluschi Cefalopodi estinti, comparsi nel Devoniano Inferiore (circa 400 milioni di anni fa (Ma)) ed estintisi intorno al limite Cretaceo Superiore-Paleocene (65,5 ± 0,3 Ma) senza lasciare discendenti noti.

Si tratta di animali di ambiente marino, caratterizzati da una conchiglia esterna composta prevalentemente di carbonato di calcio, sotto Forma di aragonite, e in parte di una sostanza organica di natura proteica (conchiolina). 

La conchiglia era suddivisa internamente da setti in diverse camere, di cui il mollusco occupava solo l'ultima (camera d'abitazione). 

Le altre, che componevano il fragmocono (parte concamerata della conchiglia), erano utilizzate come camere d'aria (analogamente all'attuale Nautilus), riempite di gas e liquido camerale per controllare il galleggiamento dell'organismo. 

La pressione dei fluidi camerali era controllata da una sottile struttura organica tubolare riccamente vascolarizzata, in parte mineralizzata (il sifone), che attraversava tutti i setti e permetteva lo scambio di fluidi dal sangue e dai tessuti molli dell'animale alle camere tramite un processo di osmosi. 

L'ammonite poteva così variare la propria profondità (entro i limiti di resistenza meccanica della conchiglia) in maniera simile ai nautiloidi tuttora viventi. 

Verosimilmente le ammoniti, come tutti i Cefalopodi conosciuti, erano organismi carnivori, e svilupparono un grande numero di adattamenti diversi, dalla predazione attiva di animali marini, alla microfagia (predazione di microorganismi), alla necrofagia (consumo di carne di organismi morti), e persino al cannibalismo (predazione di altre ammoniti, anche conspecifiche).

La conchiglia delle ammoniti ha in generale la Forma di una spirale avvolta su un piano (sebbene alcune specie, dette eteromorfe, abbiano un avvolgimento più complesso e tridimensionale) ed è proprio questa caratteristica ad aver determinato il loro nome. 

L'aspetto di questi animali, infatti, ricorda vagamente quello di un corno arrotolato, come quello di un montone (il dio egizio Amon era comunemente raffigurato come un uomo con corna di montone). 

Il celebre studioso romano Plinio il Vecchio (autore del trattato Naturalis Historia) definì i fossili di questi animali ammonis cornua, corni di Ammone.

Spesso il nome delle specie di Ammoniti termina in ceras, vocabolo greco (κέρας) il cui significato è, appunto, corno (p.es. Pleuroceras che etimologicamente significa corno con le coste). 

Le ammoniti sono considerate i fossili per eccellenza, tanto da essere spesso utilizzati come simbolo grafico della Paleontologia.

Per la loro straordinaria diffusione nei sedimenti marini di tutto il mondo e la loro rapida evoluzione, con variazioni nette nella morfologia e nell'ornamentazione della conchiglia, le ammoniti sono fossili guida di eccezionale valore. 

Sono utilizzati in stratigrafia per la datazione delle Rocce Sedimentarie, soprattutto dal Paleozoico Superiore a tutto il Mesozoico.



Print in friendly format Send this term to a friend Anaerobiosi

Si definisce anaerobiosi la condizione di vita di diversi organismi, il cui metabolismo non richiede la presenza di ossigeno. 

Tale molecola, strettamente necessaria per gli organismi che invece vivono in Aerobiosi, può addirittura risultare estremamente tossica per tali organismi, definiti per questo motivo anaerobici o anaerobi.



Print in friendly format Send this term to a friend Anfineuri

Mollusco, tipico di questa classe e' il Genere Chiton, che ha una conchiglia dorsale formata da otto piastre articolate fra loro; un piede ventrale foggiato a suola; un corpo largo e depresso, con capo ridotto e bocca provvista di radula.

Anfineuro



Print in friendly format Send this term to a friend Anfipodi

Gli Amphipoda (anfipodi) sono un ordine di animali che include 8000 specie simili a piccoli gamberetti.

La maggior parte degli anfipodi sono marini, sebbene pochi siano terrestri o vivano in acque dolci. 

Gli anfipodi marini possono essere pelagici o bentonici. 

Gli anfipodi pelagici sono il cibo degli uccelli marini, dei pesci e di mammiferi marini.

Poiché rappresentano uno dei gruppi più diversificati tra i crostacei, gli anfipodi sono diffusissimi. 

La maggior parte delle specie vive sui fondali marini a tutte le latitudini, dai poli all’equatore: esistono anche forme planctoniche negli oceani. 

Gli anfipodi terrestri vivono solo in ambienti umidi, come spiagge o sotto le lettiere delle foreste.

Molte specie di anfipodi pelagici sono mutualisti o generalmente parassiti; essi vivono in associazione con meduse. 

Phronima è un Genere relativamente comune di anfipodi pelagici che uccide e svuota il corpo a Forma di barile di una salpa e inizia a vivere al suo interno e a crescere i propri piccoli.

Themisto gaudichaudii è la più abbondante specie tra gli anfipodi planctonici. 

Vive nell’Oceano Pacifico in densi banchi, dove si nutre di copepodi e altri piccoli rappresentanti dello zooplancton. 

Dopo copepodi, krill e salpe, i quali sono erbivori, il carnivoro Themisto è il Genere più abbondante del mesozooplancton dell’Oceano Pacifico.

In mari freddi, gli anfipodi bentonici sono molto diversificati e abbondanti. 

Nell’Oceano Pacifico costituiscono i crostacei bentonici più rappresentati. 

Molti sono erbivori, altri onnivori, altri ancora saprofagi di carcasse di animali. 

Sono uno dei pochi gruppi di animali avvistati frequentemente dai sottomarini nelle profondità marine. 

Altri anfipodi bentonici sono il cibo principale delle balene grigie.

Una specie ripugnante di anfipodi, comune nell’Atlantico e in acque di esturario, è Jassa falcata.

Negli anfipodi si ritrovano due principali forme del corpo, nella acque costiere, una lunga e stretta (Caprellidae), l’altra compatta (Gammaridae). 

In Genere i gammaridei sono appiattiti ma sono riconoscibili grazie alla presenza di 3 paia di uropodi e di solito hanno le prime due paia di zampe modificate per catturare il cibo. 

Non hanno carapace, sono visibili sette segmenti toracici e sei segmenti addominali. 

Il capo è provvisto di due paia di antenne, di occhi e di parti boccali. 

Gli anfipodi hanno sette paia di zampe, di cui le prime quattro sono orientate in avanti e le restanti 3 paia sono orientate all’indietro. 

L’addome è diviso in due parti, tre segmenti con arti a spazzola e tre con corti uropodi immobili.

Molte sono le modificazioni anatomiche che si discostano da questo schema, basti pensare a quelle che si verificano nelle specie parassite oppure a quelle specie in cui parte dei toracopodi si trasformano in massillipedi muniti di chele utilizzate per la predazione e la difesa. 

Comunque si deve sottolineare che il numero e le dimensioni relative dei segmenti rimangono i caratteri più stabili del gruppo.

Lo sviluppo è spesso diretto. 

In qualche caso dall'uovo nasce una larva tipo nauplius, con il corpo non segmentato, un occhio mediano semplice e tre paia di appendici, che si allungano, per formazione di nuovi segmenti, e si arricchisce di appendici. 

Segue, con successive mute, lo stadio di zoea, in cui si può distinguere: un cefalotorace, un addome e alcune paia di appendici. 

Successivamente la zoea si trasforma in mysis, o larva misidiforme, con 13 paia di appendici. 

Da questa Forma, con un'ulteriore muta, si passa all'adulto. 

La maggior parte delle specie che conduce vita fissa o parassita presentano alterazioni profonde, tanto da renderne difficile il riconoscimento che però è più facile allo stato larvale.

In qualche specie di Anfipodi, la maturità sessuale maschile è espressa dallo sviluppo di occhi sporgenti e recettori chimici sulle antenne. 

In questo stadio l’anfipode è denominato maschio nuotatore e va alla ricerca della propria compagna. 

Durante la riproduzione, l’anfipode maschio porta la femmina (di dimensioni più piccole) tra le zampe, una condizione nota come amplexus. 

Lo sperma è trasferito dal maschio al dotto genitale della femmina. 

La femmina rilascia le uova in una tasca ventrale dove sono incubate durante lo sviluppo. 

Le uova non sono adese (come nel granchio) ma sono libere in uno spazio creato da estroflessioni delle zampe. 

Contrariamente ai granchi e ai gamberi, gli anfipodi non vengono rilasciati come zoe che si sviluppano in adulti con diversi stadi di metamorfosi. 

Quando vengono rilasciati assomigliano molto agli adulti. 

Qualche specie mostra cure parentali.

Gli anfipodi vivono in habitat diversissimi tra loro. 

Le specie che vivono tra le alghe possono essere erbivore, quelle che vivono nel fango e nella sabbia si nutrono di batteri sulla superficie delle particelle, altri sono saprofiti di piante o animali in decomposizione. 

Un gruppo di famiglie vive in tubi costruiti attraverso ghiandole serigene, presenti nelle zampe. 

In momenti di pericolo essi possono nascondersi in questi tubi grandi fino a 2-3 volte la lunghezza del loro corpo. 

La parte del corpo che rimane al di fuori sono le antenne che possono catturare il cibo. 

Altri anfipodi, meno comuni rispetto ai gammaridei e ai caprellidei, sono gli Hyperiidea. 

Essi sono planctonici e traslucidi, spesso con occhi enormi, grandi quanto il resto del corpo. 

Qualche gruppo vive strettamente associato a mammiferi marini. 

I pidocchi delle balene sono ectoparassiti che aderiscono e si nutrono della pelle delle balene. 

Al contrario di altri anfipodi, i pidocchi delle balene non sanno nuotare e al momento del rilascio da parte della femmina, si attaccano immediatamente nelle vicinanze.

Le modalità di locomozione degli anfipodi dipendono dalla disposizione delle zampe. 

La maggior parte si muove in verticale, usando le zampe toraciche, ma non sono molto veloci. 

Nuotare con le 3 paia di pleopodi permette di raggiungere velocità elevate. 

La specialità degli anfipodi è il colpo di coda, una reazione di fuga rapida in cui l’animale guizza velocemente e scava con gli uropodi un solco nella sabbia. 

I caprellidi non mostrano questo comportamento ma si muovono come i geometridi, i comuni bruchi misuratori.

Gammarus



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