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<title>dBlog Gamps.it</title><link>http://www.gamps.it/dblog/</link>
<description>dBlog Gamps.it</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[L'ultima Sirena di Scandicci]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/sir1.jpg" border="0" width="550" height="450"><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Bsur2PVrZVs&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Bsur2PVrZVs&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JS763A1VJyc&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/JS763A1VJyc&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
C'&egrave; stato un tempo in cui la zona di Campagnatico in provincia di Grosseto era sommersa dalle acque del mare tirrenico.<br><br> 
4.8 milioni di anni fa, bassi fondali ed un clima decisamente pi&ugrave; caldo di quello attuale, costituivano un habitat molto favorevole per l'unica specie di Dugongo che viveva a quel tempo nel Mar Mediterraneo: il Metaxytherium subappenninum, estinto alla fine del pliocene.<br><br> 
La presenza di questi mammiferi erbivori, era dovuta al fatto che la zona era ricca di piante marine che sono ancora oggi alla base della loro dieta alimentare.<br><br> 
I loro lontani discendenti, un tempo molto diffusi anche nel Mar Mediterraneo, fanno pensare che le mitiche sirene non siano altro che gruppi di dugonghi avvistati dagli antichi naviganti che solcavano le acque in prossimit&agrave; della terraferma.<br><br> Sicuramente quest'ultima sirena sottratta all'attivit&agrave; estrattiva della cava di sabbie non modificher&agrave; le conoscenze su questi mammiferi del passato, ma insieme alle altre conservate a Scandicci, contribuir&agrave; ad alimentare il mito delle creature che hanno dato origine alle mitologiche figure per met&agrave; donna e met&agrave; pesce. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=205]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=205</guid>
	<dc:date>2009-07-30T13:04:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Un cavallo nel mare Senese 4]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/n1128576517_30398219_4053570.jpg" border="0" width="550"><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0woUbZOJWcY&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0woUbZOJWcY&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
ASPETTANDO IL PALIO DI SIENA DEL 16 AGOSTO 2009<br><br>
Il Dipartimento di Scienze della Terra di Siena, in collaborazione con il G.A.M.P.S. di Scandicci, hanno ultimato il recupero del cavallo Fossile ritrovato in localit&agrave; Castelnuovo Berardenga (SI), un distacco dal terreno che verr&agrave; effettuato a ridosso del Palio del 16 agosto 2009. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=204]]></link>
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	<dc:date>2009-07-20T10:29:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Backstage del video Chlamydoselachus]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
AN OCEAN DEEP IN THE SIENA COUNTRYSIDE FOSSIL FRILLED SHARK)<br><br>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/554076.jpg" border="0"><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qXswBL7qEsA&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qXswBL7qEsA&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
Dietro le quinte del video CHLAMYDOSELACHUS - AN OCEAN DEEP IN THE SIENA COUNTRYSIDE (FOSSIL FRILLED SHARK).<br><br>
Foto di Gian Paolo Faienza e Simone Casati. 
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=203]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=203</guid>
	<dc:date>2009-07-16T13:21:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Gamps partecipa alle Notti dell'Archeologia]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tX89B2TSNuo&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tX89B2TSNuo&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/notti2009.jpg" border="0"><br><br>
BADIA A SETTIMO 7-11 LUGLIO 2009<br>
INGRESSO LIBERO AL MUSEO DALLE 21.00 ALLE 24.00<br>
PIAZZA VITTORIO VENETO, 1 BADIA A SETTIMO SCANDICCI - FIRENZE <br><br>
DAGLI SQUALI PREISTORICI AL MITO DELLE SIRENE<br><br>
Da molti anni, grazie al gruppo AVIS Mineralogia Paleontologia Scandicci, non fa pi&ugrave; sensazione venire al corrente di ritrovamenti di squali e sirene nelle campagne toscane.<br><br> 
Questo continuo flusso di informazioni si deve al fatto che i ricercatori scandiccesi hanno messo a segno scoperte che pian piano stanno rivoluzionando le conoscenze sulle creature e l’ambiente che si trovava in Toscana milioni di anni fa.<br><br> 
Dal 7 all’11 luglio, presso le sale del Museo Mineralogico Paleontologico di Badia a Settimo, nell’ambito delle Notti dell’Archeologia, si svolgeranno visite guidate alla scoperta delle origini della Toscana: un viaggio sulla macchina del tempo alla scoperta degli squali che vivevano nel mare senese e alcune curiosit&agrave; sulla nascita del mito delle sirene di Ulisse.<br><br>
Trecentoquattro eventi in tutta la Toscana per un luglio dedicato ai misteri dell'archeologia, scandagliati con il favore delle tenebre.<br><br> 
105 fra parchi, aree archeologiche, musei coinvolti per una iniziativa ("Le notti dell'archeologia") coordinata dalla Regione Toscana in collaborazione con il ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, l'associazione fra i musei archeologici toscani (AMAT) nonche' i volontari dei gruppi archeologici.<br><br> 
70 i comuni coinvolti, sparsi in tutte le province toscane.<br><br> 
"Vogliamo dar voce al grande patrimonio di una Toscana spesso sconosciuta", spiega Paolo Cocchi, assessore regionale alla Cultura.<br><br> 
"Una Toscana che puo' ancora sorprenderci per la storia che narra e le emozioni che e' in grado di dare: una storia affascinante che vorremmo fosse conosciuta da un numero sempre maggiore di persone perche' solo la consapevolezza di cio' che ci circonda puo' garantire la conservazione dei beni che abbiamo avuto in eredita'".<br><br> 
Il pacchetto delle "notti" e' stato illustrato, dall'assessore Cocchi, alla presenza del soprintendente Fulvia Lo Schiavo e del presidente AMAT.<br><br>
Conferenze, rassegne cinematografiche, escursioni e passeggiate, laboratori e attivita' educative per bambini (ma non solo), aperture straordinarie notturne, concerti, degustazioni alimentari, fiaccolate, presentazione di libri e dei risultati delle ultime campagne di scavo.<br><br> 
Si potranno, ad esempio, lasciare commenti rispetto alle iniziative cui si e' assistito e si potra' partecipare a un gioco-viaggio nell'archeologia toscana (un quiz a premi - in palio oggetti dai bookshop dei musei - per saggiare la conoscenza, ad esempio, su dove sia la "chimera di Arezzo", su dove si possa trovare "un serpente con tre teste", sull'esistenza o meno di "etruschi con sombrero", su quale sia il museo dov'e' conservato "uno stivale per bere").<br><br> 
La sezione tematica di quest'anno e' dedicata al rapporto tra potere religioso e potere civile nella Toscana antica.<br><br> 
Il territorio con il numero maggiore di eventi e' Siena (62) seguito da Grosseto (57) e Firenze (54).<br><br> 
Livorno (31 eventi) e Arezzo (29) precedono Lucca (22).<br><br> 
Prato e Pisa sono pari quota con 17 eventi per ciascuno.<br><br> 
Seguono Pistoia (10) e Massa-Carrara (5).]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=202]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=202</guid>
	<dc:date>2009-06-25T18:23:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Work in Progress]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/500.jpg" border="0"><br><br>
<font size="3">
Work in progress &egrave; un passo in avanti verso la musealizzazione del cetaceo 
rivenuto nelle crete senesi di Asciano.
</font><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mXsl2dB9IYI&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mXsl2dB9IYI&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object>

]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=201]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=201</guid>
	<dc:date>2009-06-25T13:15:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Gamps e le balene di Allerona]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/300.jpg" border="0"><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ttpInKLsXIw&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ttpInKLsXIw&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
Questo video realizzato dal giornalista RAI Samuele Amadori, offre al G.A.M.P.S. l'opportunit&agrave; di raccontare la storia delle balene scoperte nei terreni pliocenici di Allerona Scalo.<br><br> 

Un breve, ma suggestivo viaggio fra le crete di un territorio che riporta alla mente il tempo in cui i terreni alleronesi erano sommersi dalle acque del Mar Mediterraneo.<br><br>
Nel servizio il giornalista attribuisce a Simone Casati la nascita del gruppo G.A.M.P.S, ma  durante l'intervista lo stesso fa notare che il gruppo scandiccese esisteva gi&agrave; da oltre 15 anni.                   ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=194]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=194</guid>
	<dc:date>2009-06-23T20:24:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Cerchiamo uno Sponsor]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<font size="3">
Il G.A.M.P.S. Scandicci cerca uno sponsor con cui legare le attivit&agrave; finalizzate alla salvaguardia del Patrimonio Storico Naturalistico Italiano.<br><br>

25 anni di successi nel campo Mineralogico, le pi&ugrave; grandi scoperte Paleontologiche sui Vertebrati Marini , gli Squali Oceanici a Siena e la nascita di un Museo, sono solo alcune cose che potranno essere legate al nome dello Sponsor.<br><br>

Un grande progetto, una solida realt&agrave;!<br><br>

<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/logo%202.jpg" border="0">
</font>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=198]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=198</guid>
	<dc:date>2009-06-23T10:56:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il bene più segreto sfugge all'uomo che non guarda avanti mai]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<img src="http://www.gamps.it/public/upload/users/Image/100_1969%20mini.jpg" border="0"><br><br>
<object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ckKuoCaPii0&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ckKuoCaPii0&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object><br><br>
Dopo alcuni mesi dalla scoperta sono iniziati i lavori di restauro dei resti fossili della Stenella (una specue simile ad un delfino) recuperata nelle crete di Asciano, Siena.<br><br> 
Un altro reperto si aggiunge alla raccolta del piccolo Museo di Scandicci. ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=195]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=195</guid>
	<dc:date>2009-06-14T10:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chiusura Estiva]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
<font size="3">
Dal giorno 14/06/2009 compreso il Museo rester&agrave; chiuso la Domenica pomeriggio e riparir&agrave; a Settembre con l'Apertura delle scuole.<br><br> 

Si ricorda a tutti i visitatori che sono valide le aperture del Mercoled&igrave; sera dalle 21:00 alle 23:30.<br><br>

Grazie!!!
</font>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=196]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=196</guid>
	<dc:date>2009-06-14T09:13:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le Whale Fall Communities (articolo di Luca Oddone)]]></title>
	<description><![CDATA[<center>
<b>
Quando una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balena#Caccia_alla_balena">balena</a> muore, il suo corpo si rigonfia per via dei gas di decomposizione, ma &egrave; presto destinato ad affondare o a spiaggiarsi.<br><br> 

Il pi&ugrave; delle volte la balena morta affonda e si adagia sul fondo del mare, in modo particolare quando l'animale &egrave; denutrito.<br><br>

Le carcasse delle balene una volta sul fondale marino sono una ricca fonte di materia organica per gli organismi che vivono nelle profondit&agrave; oceaniche.<br><br>

Questa nicchia ecologica, chiamata in inglese "Whale fall communities" (Comunit&agrave; associate alle carcasse di balena) pu&ograve; selezionare particolari specie all’interno di questo ambiente che &egrave; normalmente considerato povero di nutrienti.<br><br>

<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vQbGk4sHROg&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vQbGk4sHROg&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br><br>

<img src="http://www.noc.soton.ac.uk/chess/education/Images/whale_smith1.jpg" border="0" width="550" height="350"><br><br>

Con il passare dei giorni, gli organismi saprofiti, tra cui numerosi squali, pesci macrouridi, missinoidi ed <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amphipoda">anfipodi</a>, convergono sulla nuova fonte alimentare e voracemente rimuovono la carne dalle ossa (il tasso di consumo &egrave; stato stimato intorno a 40 - 60 chilogrammi di carne al giorno).<br><br> 

In molti casi la balena &egrave; messa a nudo fino all'osso nel giro di qualche mese.<br><br>

Ad un anno dalla deposizione sul fondale, i resti della balena ed il sedimento vicino organicamente arricchito vengono infestati da innumerevoli policheti e crostacei insoliti, cos&igrave; come da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mollusca">molluschi</a> ed altri invertebrati.<br><br>

I <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Policheti">policheti</a> spesso coprono il fondo marino con un tappeto molto denso, fino a 45.000 animali per metro quadro, densit&agrave; pi&ugrave; elevata che in qualsiasi altro ambiente marino.<br><br>

<img src="http://www.noc.soton.ac.uk/chess/education/Images/whale_smith3.jpg" border="0" width="550" height="350"><br><br>

Gli animali in questa comunit&agrave; opportunista ricca di nutrienti si alimentano direttamente del materiale organico presente tra le ossa, i fanoni e nel sedimento circostante.<br><br> 

Molti di questi animali sembrano essere presenti in alto mare solo nei pressi delle balene affondate e ad ogni nuova balena affondata studiata, ne spuntano nuove specie per la scienza.<br><br> 

In questa fase sebbene gli animali siano presenti in numeri molto elevati, solo poche specie sono in realt&agrave; presenti.<br><br> 

Una simile situazione si pu&ograve; osservare nei pressi di altre fonti di materiale organico ad alta concentrazione in ambiente marino, quali gli scarichi delle fogne.<br><br>

<img src="http://oceanexplorer.noaa.gov/explorations/06mexico/logs/may16/media/whalefall_600.jpg" border="0" width="550" height="400"><br><br>

Circa un anno o due dopo la caduta della balena, la maggior parte del materiale organico facilmente digeribile &egrave; stata consumata.<br><br> 

Tuttavia, nelle profondit&agrave; dell’oceano, batteri zolfo riduttori continuano ad alimentarsi dei lipidi e degli oli che si trovano all'interno delle ossa della balena.<br><br> 

Questo processo libera gradualmente solfuro di idrogeno, che fornisce l’avvio per una terza fase, la formazioni di comunit&agrave; batteriche zolfo dipendenti.<br><br>

Questo terzo tipo di comunit&agrave; &egrave; importante per diversi motivi.<br><br> 

Infatti, al termine di questo processo, si formano comunit&agrave; che, anzich&eacute; di essere basate su organismi fotosintetici, come il fitoplancton, si basano su una rete alimentare autonoma generata quasi interamente dall'energia proveniente dai batteri chemiosintetici, fornendo molte nicchie ecologiche differenti.<br><br> 

Questo tipo di comunit&agrave; che si forma cronologicamente pi&ugrave; tardi, &egrave; stupefacente per la sua variet&agrave;.<br><br>

Fino a duecento specie differenti di animali macroscopici sono stati trovati su un singolo scheletro di balena.<br><br>

Molte di queste specie sono specificamente adattate per utilizzare le balene affondate come fonte alimentare e substrato.<br><br>

Queste comunit&agrave; possono anche essere sorprendentemente persistenti, con una vita comunitaria sul cadavere di una grande balena affondata che pu&ograve; raggiungere anche pi&ugrave; di 50 anni.<br><br>

Questa persistenza &egrave; particolarmente impressionante perch&eacute; ogni comunit&agrave; che si forma intorno ad una balena affondata &egrave; basata su una fonte alimentare transitoria.<br><br> 

Prima o poi, le larve planctoniche degli organismi invertebrati dovranno trovare e colonizzare in qualche modo una nuova balena per sopravvivere.<br><br> 

Ma gli affondamenti di balene &egrave; stato osservato che sono relativamente comuni.<br><br> 

Si valuta che, basandosi sulle attuali popolazioni di balene, pu&ograve; affondare una balena approssimativamente ogni 5-16 chilometri, questo almeno dove le popolazioni di cetacei sono ancora numerose.<br><br> 

Simili distanze vengono facilmente percorse dalle larve planctoniche.<br><br>

La caduta di balene in acque molto profonde, come all’interno di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canyon_sottomarino">canyon sottomarino</a> &egrave; inoltre particolarmente interessante perch&eacute; a questa profondit&agrave; gli organismi saprofiti sono meno attivi, ma gli organismi zolfo riduttori possono comparire molto prima.<br><br>

Ogni comunit&agrave; che si forma &egrave; pressoch&eacute; unica per variet&agrave; di specie presenti.<br><br>

Poich&eacute; molti di questi organismi sono difficili da identificare basandosi solo sulla loro morfologia, i ricercatori spesso utilizzano metodi genetici e analisi molecolari per capire i modelli evolutivi fra comunit&agrave; diverse di balene affondate.<br><br> 

La presenza di molluschi associata alle ossa di balene fossili risalenti anche a trenta milioni di anni fa suggeriscono che le comunit&agrave; che si formano intorno alle balene affondate esistono almeno da quando sono comparse sul nostro pianeta le balene stesse.<br><br>

Dai terreni pliocenici del centro Italia, provengono molti resti di cetacei fossili scoperti alla fine del 1800, ma del tutto inutilizzabili ai fini di questi studi.<br><br> 

La maggior parte di questi resti &egrave; infatti oggi conservata all’interno di musei, ed &egrave; decontestualizzata dal sedimento in cui &egrave; stata scoperta e dal detrito che ricopriva e si concrezionava intorno alle ossa.<br><br> 

Solo raramente abbiamo qualche riferimento circa le specie di molluschi presenti nei dintorni dei reperti recuperati, poco o per nulla utili a ricostruire in modo approfondito la tipologia di whale fall presente.<br><br>

Negli ultimi venti anni, grazie al Gruppo <a href="http://www.gamps.it/">G.A.M.P.S.</a> di Scandicci, si &egrave; riattivato un meccanismo latente da oltre un secolo.<br><br> 

Da anni, infatti, non venivano scoperti e recuperati un numero cos&igrave; elevato di reperti fossili di cetacei pliocenici.<br><br> 

L’attivit&agrave; di ricerca del gruppo toscano ha permesso in pochi anni di ritrovare e consegnare al mondo scientifico sei cetacei fossili rinvenuti fra la Toscana e l’Umbria.<br><br> 

Alla luce dei recenti studi inerenti le whale fall si &egrave; cos&igrave; pensato di poter approfondire anche in Italia questo studio dei sedimenti fossili, per poter meglio comprendere ed analizzare la formazione di queste comunit&agrave; formatesi sulle balene affondate nell’antico bacino pliocenico della Toscana.<br><br>
 
Se consideriamo il numeroso quantitativo di fossili significativi di Mysticeti recuperati tra le colline toscane ed umbre, possiamo immaginare la soddisfazione dei Ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Universit&agrave; di Firenze (<a href="http://www.geo.unifi.it/CMpro-v-p-127.html">http://www.geo.unifi.it/CMpro-v-p-127.html</a>) che proprio ieri hanno iniziato gli studi sul materiale inerente alle balene recuperate dal G.A.M.P.S. di Scandicci.<br><br>

<a href="http://oceanexplorer.noaa.gov/explorations/06mexico/logs/may16/media/whalefall_600.jpg
">http://oceanexplorer.noaa.gov/.../may16/media/whalefall_600.jpg</a><br>

<a href="http://www.noc.soton.ac.uk/chess/education/Images/whale_smith1.jpg">http://www.noc.soton.ac.uk/chess/education/Images/whale_smith1.jpg</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=197]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gamps.it/dblog/articolo.asp?articolo=197</guid>
	<dc:date>2009-06-10T08:13:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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