Di Admin (Del 03/06/2008 @ 18:07:58, In Gamps, Linkato 316 Volte)
Un'altra volta le telecamere del TG3 e di TOSCANA TV varcano il portone del gruppo G.A.M.P.S, questa volta lo fanno per ammirare lo scheletro fossile di sirenide più completo ami scoperto al mondo.
Queste cose non avvengono per caso, ma sono frutto di un lavoro di squadra fra i ricercatori del gruppo e gli studiosi dell'Università di Pisa: un chiaro segnale per le istituzioni affinchè si proceda nel percorso di musealizzazione del centro ricerche ormai noto per le tante scoperte paleontologiche.
Di Admin (Del 28/05/2008 @ 11:23:32, In Gamps, Linkato 258 Volte)
NUOVI RESTI DI STENELLA GIULII
Ricalcando l’esperienza vissuta nell’inverno 2003, i ricercatori del G.A.M.P.S. si sono imbattuti nelle prime tracce di una nuova Stenella giulii.
15 denti e l’apparato uditivo di un mammifero marino sono tornati alla luce dopo oltre tre milioni di anni.
Simone Casati, non nuovo alle scoperte di cetacei pliocenici, questa volta non si è fatto sfuggire i resti di un’altro odontoceto fossile.
Per il momento la terra ha restituito elementi diagnostici che lasciano ben sperare, ma in paleontologia non si può azzardare pronostici perché la fossilizzazione è un evento estremamente raro e complesso.
Molte volte capita di trovare resti isolati, ma in questo caso la giacitura lascia intuire che all’interno della formazione ci siano elementi ancora intrappolati nei sedimenti compatti.
Questo non si può dire con certezza, ma da un’attenta analisi si è potuto stabilire che non c’erano frammenti scoperti precedentemente dall’erosione delle acque piovane.
Sono trascorsi solo alcuni mesi dalla scoperta del Metaxytherium (dugongo) e il G.A.M.P.S. è già pronto ad una nuova sfida che lo porterà a recuperare, con un pizzico di fortuna, un’importante creatura che solcava le onde marine del Pliocene toscano.
Il recupero, autorizzato dalla Soprintendenza alle Antichità della Toscana, verrà coordinato dal dott. Menotti Mazzini e lo studio sarà affidato al dott. Giovanni Bianucci del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa.
Di Admin (Del 07/05/2008 @ 18:43:15, In Gamps, Linkato 342 Volte)
Il G.A.M.P.S. ANCHE IN PIEMONTE
Scoperto un nuovo reperto fossile della Balenottera di Valmontasca.
(Vigliano d’Asti)
1959 – 1961 – 1970- 2008
Ecco la storia della Balenottera
Ogni reperto fossile ha una storia il cui inizio si perde nella notte dei tempi, molto spesso i ritrovamenti di queste lontane creature avvengono setacciando i sedimenti fossiliferi delle varie ere geologiche, ma non è sempre così!
Pur appartenendo allo stesso esemplare, a volte le scoperte sono diluite nel tempo e, ogni tanto, la pura casualità lascia emergere inaspettate tracce di un lontano passato.
Il Gruppo AVIS mineralogia Paleontologia Scandicci, meglio conosciuto come G.A.M.P.S., da molti anni svolge ricerche paleontologiche sul territorio toscano e, grazie ad un monitoraggio costante dei sedimenti di origine marina, si è distinto per le scoperte dei cetacei fossili risalenti al periodo geologico denominato Pliocene.
L’eco della nostra attività ha toccato molte regioni d’Italia ed è per questo che sono arrivate alcune iscrizioni anche dal Piemonte.
Il Biologo Luca Oddone, neoiscritto al G.A.M.P.S., ma residente nella provincia di Asti, seguendo la scia del Gruppo toscano, non si è fatto attendere ed ha realizzato una scoperta molto interessante sul territorio astigiano.
Anche se la cosa potrà sembrare inusuale, per puro caso una nuova parte anatomica riporta alle cronache un’importante scoperta avvenuta in Piemonte 49 anni fa.
Dopo il ritrovamento avvenuto nel 1959 da parte di alcuni operai in località Vigliano d’Asti, e successivamente consolidato con altri ritrovamenti effettuati nel 1961 e nel 1970, un altro importantissimo reperto si unisce allo scheletro della Balenottera astigiana.
Una vertebra caudale in ottimo stato di conservazione è stata recuperata dal nostro socio che, seguendo lo spirito del Gruppo, ha prontamente segnalato il fossile mettendolo a disposizione delle autorità competenti: il reperto verrà esposto presso il Museo della Riserva Speciale fossilifera di Valle Andona, Valle Botto e Val Grande.
Un piccolo reperto fossile che servirà non solo a dare maggiore completezza ad una maestosa Balenottera del passato, ma anche a ricordare Luca Oddone fra coloro che hanno contribuito a salvare una creatura vissuta nelle valli astigiane oltre 35.000 secoli fa.
Lo scheletro della Balenottera durante il recupero nel 1959.