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Di Admin (Del 31/03/2009 @ 08:22:55, In Gamps, Linkato 134 Volte)




In the summer of 2008, the troupe of The Quest for Bible Treasures, arrived in Italy from USA in order to document one of the greatest discoveries of fossil whales that was never found before in Europe.

Today with this video we want to remember those days, waiting for a production that will introduce the G.A.M.P.S. from the other part of the Ocean!

Eight days of cinematographic video, magnificently directed from Jeremy Wiles and its television troupe, have carried to the realization of a film that has seen to prevail the Scandicci Museum in a context that will speak about the greatest discoveries of world-wide level.

Nell'estate del 2008, la troupe di The Quest for Bible Treasures, arrivò in Italia per documentare una delle più grandi scoperte di balene fossili mai ritrovate in Europa.

Otto giorni di riprese, splendidamente dirette da Jeremy Wiles e la sua squadra, hanno portato alla realizzazione di un film che ha visto prevalere il museo di Scandicci in un contesto che parlerà delle più grandi scoperte a livello mondiale.

Oggi con questo video vogliamo ricordare quei giorni nellattesa di un prodotto che farà conoscere il G.A.M.P.S. dall'altra parte dell'Oceano.
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Di Admin (Del 20/03/2009 @ 19:12:07, In Eventi e Rassegne, Linkato 236 Volte)
DOMENICA 22 MARZO IN CODA AL TG 3 NAZIONALE DI MEZZOGIORNO ANDRA' IN ONDA UNO SPECIALE DI 7 MINUTI E 30 SULLE ATTIVITA' PALEONTOLOGICHE DEL G.A.M.P.S DI SCANDICCI.



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Di Admin (Del 16/03/2009 @ 18:29:41, In Eventi e Rassegne, Linkato 202 Volte)






Giovedì 12 Marzo, il Dr. Ivan Martini (Geologo e Dottorando presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Siena) durante uno dei numerosi sopralluoghi coordinati dal Prof. Fabio Sandrelli nell’ambito di un di progetto di ricerca sui sedimenti pliocenici del Bacino di Siena, ha notato affiorare dal terreno vari frammenti ossei, simili a costole e articolazioni e di un vertebrato.

I frammenti si trovavano parzialmente inglobati in una sabbia-argillosa di origine marina antica di oltre 3 milioni di anni.

Da una prima analisi fornita dal Dr. Marco Zanaga (laureato in Paleontologia dei vertebrati) è emerso che si tratta di un equide, tesi avvalorata dal ritrovamento di 9 denti appartenenti ad un esemplare di medie dimensioni.

Ancora non è stato possibile collocare il reperto in un determinato periodo geologico a causa del rimescolamento del terreno, ma ulteriori sopralluoghi consentiranno di evidenziare se questo animale viveva in Toscana milioni di anni fa o in un tempo molto più recente.

Se effettivamente si trattasse di un cavallo pliocenico, sarebbe una vera rarità aver scoperto un animale terrestre sedimentato sul fondale dell’antico mare senese.

Attualmente lo scavo è stato recintato e segnalato ai Carabinieri del luogo nell’attesa di un immediato recupero che faccia chiarezza su questa nuova avventura del Dipartimento e del Gruppo di Scandicci.

Un recupero che verrà svolto grazie al puntuale interessamento della Soprintendenza alle Antichità della Toscana, sempre ben disposta a fornire concessioni di scavo al Gruppo G.A.M.P.S di Scandicci.

Questo ed altri ritrovamenti coincidono con la cessione in comodato d'uso del piano sottostante della palazzina di Piazza Vittorio Veneto e la nascita del Museo di Badia a Settimo che vedrà finalmente esposti minerali e fossili per lungo tempo rimasti nelle casse per mancanza di spazi.

Uno spazio dedicato a questa ed altre scoperte della Toscana del passato.
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Di Admin (Del 13/03/2009 @ 14:20:00, In Eventi e Rassegne, Linkato 239 Volte)
Sabato 14 Marzo 2009 L’Amministrazione Comunale di Allerona - Terni presenta

"Un Mare di Due Milioni di Anni Fa"

“Ex Sala Aurora”

Seguirà la presentazione del cetaceo fossile scoperto dal G.A.M.P.S. nel 2007 nei sedimenti pliocenici di Allerona Scalo (Montemoro).



Molte volte è capitato di vedere in tv spiaggiamenti di balene e delfini, ma nessuno ha mai pensato che questo potesse accadere in un campo di grano distante molti chilometri dall’attuale linea di costa.

Non si tratta di fantascienza, ma di una scoperta paleontologica di grande importanza.

Oggi, come milioni di anni fa, i cetacei transitavano, più o meno numerosi, fra gli oscillanti fondali marini del periodo geologico denominato Pliocene (5.3-1.8 m.a) del centro Italia.

In quel periodo, infatti, molte zone dell’Umbria erano sommerse dalle acque del mare mare tirrenico.

In quel momento il clima temperato e la morfologia della costa avevano favorito una notevole biodiversità animale e vegetale.

La testimonianza del passaggio di questo mare è chiaramente evidente nei resti di conchiglie e pesci fossili disseminati nei terreni argillosi della campagna di Allerona (TR), dove nel 2003 fu scoperto lo scheletro di un cetaceo risultato essere il primo reperto di balena preistorica mai scoperto in Umbria.

La scoperta fu effettuata dal GRUPPO AVIS MINERALOGIA PALEONTOLOGIA SCANDICCI (G.A.M.P.S.) esattamente dal sig. Simone Casati e dal Dott. Marco Zanaga.

Ma per quale motivo abbiamo parlato di spiaggiamento?

Il motivo è che il giorno 19/05/07, il sig. Simone Casati, Gianni Raffaelli e il paleontologo Marco Zanaga, durante un’escursione finalizzata allo studio geologico dei terreni pliocenici umbri, a pochi metri dalla balena del 2003, si imbatterono sulle prime tracce di un altro grande mammifero marino.

I ricercatori, mentre percorrevano un leggero pendio argilloso in località Montemoro nei pressi di Allerona Scalo, si trovarono di fronte ad una cosa che non avrebbe lasciato dubbi a occhi allenati a ritrovamenti del genere: si trattava della base del cranio di un balenide vissuto in Umbria milioni di anni fa, quando la regione si trovava sotto molti metri d’acqua marina.

Il cranio sembrava intatto e ben conservato, la sua deposizione era in norma ventrale e il pendio della scarpata lasciava presagire che parte dello scheletro fosse ancora sepolto sotto tonnellate di argilla compatta.

La zona di Montemoro è sempre stata ricca di frammenti ossei, questo lascerebbe intuire che le balene trovassero nel luogo una sorta di imbuto naturale dove le carcasse si depositavano dopo la morte.

E’ bene sapere che i grandi cetacei dopo il decesso vengono sospinti in superficie da enormi sacche di gas che si formano all’interno della cassa toracica e sono dovute alla decomposizione del corpo.

Questo gas intrappolato all’interno dei tessuti da modo alle correnti marine di trasportare la carcassa per molti km alla deriva.

Una volta esaurito questo “carburante” i resti in putrefazione tendono a precipitare sul fondo marino in modo scomposto.

Talvolta le carcasse si disgregano all’impatto sparpagliandosi in un raggio di molti metri.

Di solito, affinché abbia inizio il normale processo di fossilizzazione, i resti debbono necessariamente cadere in una specie di fanghiglia che consente di ricoprire rapidamente le ossa.

La zona di Montemoro doveva essere nel passato una sorta di trappola, ma oggi si presenta come una finestra temporale aperta alla conoscenza di queste creature che un tempo solcavano le acque preistoriche del mare tirrenico.

Dopo due anni dalla scoperta, Il reperto fossile verrà presentato sabato 14 dalle autorità del luogo che hanno fortemente voluto e giustamente ottenuto la balena fra le mura di casa.

Finalmente un altro reperto scoperto dai ricercatori del G.A.M.P.S. verrà studiato e ammirato dopo un “sonno” lungo milioni di anni.
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