Di Admin (Del 27/03/2008 @ 13:09:42, In Gamps, Linkato 319 Volte)
Si comunica a tutti i visitatori che il Museo di Badia a Settimo 6 marzo 2008 sarà aperto al pubblico tutte le domeniche pomeriggio di ogni mese.
Orario di apertura 15.00-19.00
Ingresso gratuito con piccolo omaggio per tutti i bambini accompagnati dai genitori.
Si ricorda inoltre che il Museo resta a disposizione del pubblico per le aperture straordinarie.
Restano valide le prenotazioni per tutte le scolaresche che desiderano visitare il Museo o effettuare le escursioni in campagna alla ricerca di fossili.
Per ulteriori informazioni contattare il numero 055-7224141 e lasciare un messaggio in segreteria telefonica, sarete richiamati prima possibile.
Di Admin (Del 25/03/2008 @ 22:14:58, In Gamps, Linkato 274 Volte)
Si ricorda a tutti gli iscritti e visitatori che il nostro forum di discussione è attivo, pertanto chiunque potrà porre domande e scambiare opinioni inerenti alla
Mineralogia, Paleonologia e le scienze della terra.
Mandato migliore non poteva iniziare per il neoeletto consiglio direttivo del G.A.M.P.S.
Mercoledì 19 marzo, alla presenza di 54 soci, si sono svolte le votazioni che hanno eletto sette candidati alla guida dell’associazione nota alle cronache per le varie scoperte in campo paleontologico.
Questo evento coincide nientemeno con l’interessamento della Regione Toscana.
Qualche giorno prima, infatti, il gruppo scandiccese era stato contattato dall’ufficio Cultura dalla Regione Toscana con l’intento di essere inserito nel circuito dei Musei della nostra regione.
L’eccezionalità dei reperti paleontologici, e l’incredibile diversità dei minerali, hanno convinto la commissione a valorizzare un gioiello fin troppo nascosto.
Nelle tre sale espositive sono racchiusi oltre 3500 reperti che ricostruiscono la storia della neonata Toscana e accompagnano il visitatore fra delfini, squali e balene che solcavano le calde acque di un mare tropicale.
Grazie alla ricerca dei volontari del gruppo, sempre più reperti si aggiungono a questa collezione che vanta tesori unici al mondo.
Dietro tutto questo non c’è solo la passione dei soci, ma anche l’impegno dell’emittente Toscana TV che ha creduto in questo gruppo di uomini realizzando un documentario sull’ultima scoperta del G.A.M.P.S: una sirena pliocenica di oltre tre metri di lunghezza.
Il documentario in due puntate andrà in onda sabato 22 e 29 marzo alle 19.30 sull’emittente della nostra regione.
Di Admin (Del 04/03/2008 @ 11:37:30, In Gamps, Linkato 350 Volte)
Ecco la Sirena tornata dal Pliocene
Il fossile conservato a Badia a Settimo rappresenta l'esemplare più completo fino ad ora conosciuto della specie Metaxytherium subappeninum.
Metaxytherium subappeninum rappresenata l'unico sirenio che viveva nel Mediterraneo durante il Pliocene.
Resti fossili di questa specie sono stati rinvenuti, a partire dalla seconda metà dell'800, in Piemonte, Emilia Romagna, Liguria e Toscana.
Il genere Metaxytherium compare all'inizio del Miocene e mostra un'ampia radiazione geografica: si ritova fossile nel Mediterraneo, nel Nord e Sud Atlantico e nelle coste orientali del Pacifico.
Metaxitherium subappeninum rappresenta l'unica specie sopravvissuta nel Pliocene del genere Metaxitherium; scompare definitivamente dal Mediterraneo intorno a 3 milioni di anni fa per il progressivo raffreddamento climatico.
Resti fossili di Metaxitherium subappeninum sono conservati nei seguenti musei di geologia e paleontologia delle università di Firenze, Torino, Bologna e Genova e nel Museo dell'Accademia dei Fisiocritici di Siena Altri resti significativi di sirenii fossili italiani si trovano nel Museo di Geologia e Paleontologia dell'Università di Padova (reperti dell'Eocene e dell'Oligocene del Veneto) e nel Museo di Paleontologia dell'Università di Napoli (uno scheletro di Metaxytherium medium del Tortoniano della Calabria.
Durante il mese di agosto, Simone Casati, mentre osservava una piccola parete sabbiosa in località Campagnatico, si è trovato di fronte ai resti fossilizzati di un grande mammifero marino risalente ad una fase molto antica del Pliocene.
Osservando attentamente la parete composta da sabbie di origine marina, il ricercatore non ha avuto difficoltà nel rendersi conto che quei frammenti di colore rossastro appartenevano allo scheletro fossilizzato di un animale marino di oltre tre metri di lunghezza.
Il fossile, in buono stato di conservazione, verrà messo in sicurezza dai volontari del Gruppo AVIS Mineralogia Paleontologia Scandicci ed il dott. Menotti Mazzini, incaricato dalla Soprintendenza alle Antichità della Toscana a coordinare il recupero.
Il fossile sembra in buone condizioni, ma purtroppo è stato parzialmente disarticolato da una ruspa durante una vecchia fase di lavorazione.
Successivamente, grazie alle acque piovane, i resti sono emersi dalla parete e dal sedimento che era stato accantonato poco distante.
Pertanto, come sovente accade, in riferimento ai ritrovamenti fossili, verrà ricostruito il puzzle che consentirà di riportare alla luce un gigante che nuotava nelle acque della nostra regione oltre 4 milioni di anni fa.
Lo studio del reperto verrà affidato all’Univesità di Pisa, esattamente alla dottoressa Silvia Sorbi e il dottor Giovanni Bianucci.
Dopo alcuni mesi dalla scoperta iniziale, finalmente, si sono dissolti i rallentamenti dovuti alle formalità burocratiche e, in virtù di questo, il Funzionario di zona, la dottoressa Gabriella Barbieri, è lieta di annunciare che il fossile verrà recuperato in breve tempo e sarà musealizzato nella sala del museo di Scandicci che attualmente ospita la balena scoperta a Castelfiorentino nel 1999 e il delfino di Pienza scoperto nel 2003.
Descrizione Sirenide.
Denominato anche vacca marina, il dugongo è un animale di grandi dimensioni che può raggiungere i tre metri di lunghezza, appartiene all’ordine dei Sirenidi insieme al lamantino.
In pratica sono animali esclusivamente acquatici a dieta erbivora che vivono in acqua marina (dugongo) o anche dolce (lamantino).
Il nome dell’ordine, Sirenidi, deriva dalla lontana somiglianza che questi esseri hanno con le creature mitologiche per metà donne e per metà pesci.
Effettivamente l’espressione del muso e le mammelle posizionate in zona toracica riportano lontanamente alla figura umana, la parte caudale ha poi forma di pinna di pesce per cui la fervida fantasia degli antichi ha sicuramente trovato terreno fertile a questo proposito, anche se i parametri di bellezza con cui si può definire una sirena mitologica non sono certo sovrapponibili a quelli utilizzabili per la descrizione di questo particolare animale.
Le dimensioni del dugongo sono notevoli sia per quanto riguarda la lunghezza che il peso che può aggirarsi intorno alla tonnellata.
Ringraziamenti:
Dott.ssa Gabriella Barbieri Dott.ssa Carlotta Cianferoni Elisabetta Mari (Soprintendenza Archeologica Toscana) Dott. Menotti Mazzini (Coordinatore scavo) Angela Caputo (Modellista) Luca Berti Gianni Raffaelli Dott. Marco Zanaga Dino Melli Franco Gasparri Simone Casati (recupero e restauro) Lorenzo Gori (Riprese Televisive).