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Soggetto Definizione

ADAPERTURALE 

Prospettiva. Visione della conchiglia la cui apertura fronteggia l'osservatore. 

ANFINEURI 

Mollusco,tipico di questa classe e' il genere "Chiton",che ah una conchiglia dorsale formata da otto piastre articolate fra loro; un piede ventrale foggiato a suola; un corpo largo e depresso, con capo ridotto e bocca provvista di radula. {da ZOOLOGIA di Cockrum/McCauley} 

ANNULATO 

Letteralmente, "provvisto di anelli"; puo' riferirsi sia alla struttura, come nel caso degli opercoli ad anelli concentrici sia, piu' frequentemente, all'ornamentazione. 

APLACOFORI 

Molluschi, Anfineuri, suttoclasse 'aplacofori'; corpo cilindrico, vermiforme, rivestito da uno spesso tegumento (mantello) contenente minute spicole calcaree; conchiglia assente; piede rudimentale o assente; sistema circolatorio poco differenziato; in genere privi di veri ctenidii; per la maggior parte ermafroditi; dimensioni di solito sui 2.5 cm, ma varianti da 1.5 20 cm; viventi nel fango, nella melma o su colonie di Idrozoi o di Antozoi; circa 100 specie note. Neomenia Cheatoderma, dell'Atlantico settentrionale, Dondersia nel Mediterraneo. { da ZOOLOGIA di Cockrum/McCauley } 

APOFISI 

Particolare strutturale a forma di sporgenza, che funge spesso da inserzione e sostegno di masse muscolari. 

ARCHEOGASTEROPODI 

(Aspidobranchi) ordine, prosob. gaster. Tipicamente due atrii cardiaci; due nefridi; due branchie biseriate, costituite da un asse con una duplice serie di lamine respiratorie; gangli nervosi maiconcentrati; conchiglia talvolta secondariamente despiralata e simmetrica; per lo piu' marini, specialmente tropicali o sub tropicali; alcuni di acqua dolce o terrstri. Acmaea; Patella; Haliotis; Emarginula: Fissurella; Monodonta Trochus. { da ZOOLOGIA di Cockrum/McCauley } 

ARCHEOZOICO 

Un tempo, ancora ai primordi della ricerca geologica, si comprendevano in un'Era Primaria tutte le formazioni dalle più antiche note fino a quel rinnovamento delle fauneche ancora oggi si considera come inizio dell'Era Secondaria o Mesozoica. Successivamente, con la scoperta di grandi complessi di rocce sottostanti ai primi strati contenenti fossili, il nome di Era Primaria o Paleozoica venne ristretto, stabilendone l'inizio appunto coi primi strti fossiliferi. Per le formazioni sottostanti, più antiche, venne creato il nome di Era Azoica, modificato poi in Era Archeozoica o Arcaica, in seguito ai ritrovamenti anche in esse di fossili, e inoltre perchè apparve ragionevole che la loro mancanza non implicava assenza di ogni forma di vita. Più pratica è la denominazione di Precambriano. Se poniamo pertanto il limite superiore a 590 milioni d'anni (inizio dell'era paleozoica) e il limite inferiore a 4600 o 4700 milioni d'anni fa (età presunta della differenziazione della crosta), il Precambriano abbraccerebbe quasi nove decimi dell'intera storia della Terra. Da " il nostro universo, la terra." di L. Trevisan e E. Tongiorgi. utet. Precambriano In geologia, prima suddivisione della scala dei tempi geologici per la quale siano riconoscibili strati di roccia. Il Precambriano si estende dalla formazione della crosta solida della Terra, oltre quattro miliardi di anni fa, fino a 570 milioni di anni fa, in corrispondenza con la rapida diffusione ed evoluzione delle forme di vita marina. Nel corso di questo periodo, la superficie terrestre subì importanti variazioni. In una fase remota la crosta iniziò a differenziarsi nelle scure e pesanti rocce a base di silicati di magnesio (sima) che pavimentano gli immensi bacini oceanici, e nelle più leggere rocce a base di silicati di alluminio (sial) che galleggiano sul sima e costituiscono la crosta continentale. Al tempo stesso, la crosta si suddivise in zolle, e iniziò il processo di deriva dei continenti. Gli oceani, da poco formatisi, divennero dimora dei primi batteri aerobici (Vedi Aerobiosi) e dei cianobatteri, ritenuti responsabili della generazione dell'ossigeno, e quindi dell'immissione di questo gas nell'atmosfera; queste primitive forme di vita avrebbero quindi posto le basi per l'evoluzione degli organismi marini dipendenti dall'ossigeno che si diffusero nel periodo successivo, il Cambriano. Le rocce precambriane consistono in generale di 1) un'ampia serie di rocce ignee e sedimentarie che hanno subito metamorfismo, come gneiss, scisti, quarziti e calcari cristallini (Vedi Roccia metamorfica); 2) rocce ignee, leggermente alterate; e 3) rocce sedimentarie non metamorfosate che contengono tracce di importanza fondamentale per gli studi di paleontologia: esse includono infatti fossili di forme di vita marina unicellulare e pluricellulare, come alghe e batteri, e resti della fauna di Ediacara, un'associazione di complessi animali marini a corpo molle che potrebbe rappresentare un binario morto evolutivo. Le rocce precambriane sono ricche di minerali sfruttabili economicamente per l'estrazione di ferro, oro, nichel e rame. Importanti risorse sono anche le cave di pietra da costruzione, come il granito e il marmo. ( da Encarta) 

ASPIDOBRANCHI 

Vedi Archeogasteropodi. 

BALANO 

Crostaceo provvisto di un nicchio di forma subconica, saldamente attaccato ad un substrato solido. ** Crostaceo dei "Balanidi" (Balanus tintinnabulum) con guscio a forma di cono; vive fissato agli scogli marini, alle conchiglie di molluschi, sul legname degli scafi. [dal gr. bálanos 'ghianda'] *da G.Devoto G.C.Oli* ** 

BASOMMATOFORI 

Ordine,polm.gaster. Un solo paio di tentacoli cefalici non invaginabili (rinofori), alla cui base si trovano gli occhi; è presente un osfradio, di solito all'esterno del polmone; per lo piu' d'acqua dolce, alcuni terrestri, pochi marini litoranei. Lymnaea, Planorbis, Bulinus, Physa, Ancylus', tutti di acqua dolce. { da ZOOLOGIA di Cockrum/McCauley } 

BATIMORFO 

Forma particolare di una specie, le cui caratteristiche sembrano dipendere dall'habitat profondo. 

BEANTE 

Non combaciante. Si riferisce per lo piu' a bivalvi le cui valve, una volta accostate in posizione di chiusura,non aderiscono l'una all'altra lungo tutto il margine. 

BENTONICO 

Agg.(pl.m. -ci) appartenente al bentos (o benthos) s. m. Il complesso di organismi acquatici che si mantengono stabilmente in relazione col fondo. [ dal gr. benthos 'profondita'']. { diz DEVOTO/OLI } 

BISSO 

Complesso di robusti filamenti, secreti dal piede, tramite cui il mollusco si fissa ad un substrato. ** Sostanza organica, impregnata di sali calcarei o costituita da fili sericei (simili alla seta), secreta da uno speciale apparato ghiandolare situato nel piede di molti Molluschi Bivalvi, per mezzo del quale aderiscono alle rocce.[dal lat.tardo byssus, che e' del gr. byssos]. *G.Devoto G.C.Oli* ** 

BRACHIOPODO 

Organismi marini provvisti di conchiglia simile a quella di un Bivalve, ma appartenente al Philum Brachiopoda. ** Classe di Molluschi marini con conchiglia formata da una valva ventrale e da una dorsale, e con bocca circondata da un lofoforo formato da due lunghe braccia orlate di tentacoli ciliati. Vivono generalmente nella zona litorale, fissandosi al substrato direttamente o piu' spesso mediante un peduncolo. [comp. del lat. brachium 'braccio' e dal gr. pús pódos 'piede'] *G.Devoto G.C.Oli* ** 

BRIOZOI 

Minuscoli organismi marini coloniali incrostanti. ** Classe di molluschoidi non vermiformi, con la parte anteriore del corpo invaginabile nelle parte posteriore, che e' rivestita da una corazza o teca. Vivono in colonie dall'aspetto arborescente; si riproducono per gemmmazione. [comp. dal gr. bryon 'muschio' zôion 'animale', per l'aspetto arborescente delle colonie.] *G.Devoto G.C.Oli * ** 

BULLA 

Forma immatura di una conchiglia di Cipreide, caratterizzata dall'aspetto rigonfio e leggero, simile appunto a quello di una Bulla (genere della Famiglia Bullidae). = Genere della Famiglia Bullidae. 

C.F.R. 

Conchiglie Fossili del Roero, di Oreste Cavallo e Giovanni Repetto. 

C.M. 

Guida alle CONCHIGLIE MEDITERRANEE di Giulia D'Angelo e Stefano Gargiullo, Fabbri Editori 

CALCARE-CAVERNOSO 

Serie Toscana Tcv Calcare cavernoso (Norico Retico) E' costituito da calcari dolomitici grigi brecciati, spugnosi in superficie; subordinatamente, dal tipico "calcare a cellette". Questo e' una breccia di calcari dolomitici sfatti e di calcari, fortemente cementati da calcite e dolomite di aspetto cariato. E' una breccia di collasso a partire da una formazione evaporitica ("serie anidritica": alternanza di dolomie primarie, calcari dolomitici, argilloscisti, gesso e anidrite) che sitrova unicamente nel sottosuolo. Non ha fornito fossili. E' attrbuito normalmente al Norico-Retico per la posizione al tetto del Verrucano o dei Grezzoni, e alla base del Calcare ad "Avicula contorta". 

CALLO 

Ispessimento di materiale conchigliare che, nei Gasteropodi, appare piu frequentemente localizzato sul labbro interno, attorno alla columella, chiudendo talora l'ombelico della conchiglia. 

CAMBRIANO 

I. Introduzione Cambriano Prima suddivisione del Paleozoico, nella scala dei tempi geologici; copre un intervallo di circa 70 milioni di anni e si estende da circa 570 a circa 500 milioni di anni fa. Fu così chiamato nel 1835 dal geologo inglese Adam Sedgwick, il quale definì le caratteristiche e i limiti del periodo studiando le rocce sedimentarie del Galles, regione che gli antichi romani chiamavano "Cambria". II. Geomorfologia Il Cambriano è il periodo geologico per il quale si hanno le prime prove dell'esistenza di zolle tettoniche. Le collisioni multiple fra queste zolle diedero origine, nel corso del periodo, a una vasta massa continentale, o supercontinente: chiamato dai geologi con il nome di Gondwana, esso incorporava ciò che ora si presenta come Sud America, Africa, Antartide e Australia occidentale, e includeva inoltre l'India e parti di ciò che attualmente costituisce il Messico e la Florida, l'Europa meridionale e forse la Cina. Come si può immaginare, la distribuzione dei continenti nel Cambriano era del tutto dissimile da quella attuale. La maggior parte delle masse continentali era situata ai tropici o nell'emisfero meridionale. La prova che anche Nord America ed Europa settentrionale erano situate ai tropici è data dai depositi salini trovati nelle rocce cambriane di queste parti del mondo. Gondwana si estendeva dai tropici, attraverso le latitudini temperate australi, fin quasi al Polo Sud. III. Forme di vita Agli albori del Paleozoico, il costante aumento dei livelli di ossigeno nell'atmosfera e negli oceani permise lo sviluppo di nuove forme di vita nell'ambiente marino. Per la prima volta dall'origine della Terra, potevano evolversi organismi in grado di ricavare energia dalla respirazione, fra i quali invertebrati marini relativamente grandi e complessi, dotati di gusci duri o di scheletri chitinosi o carbonatici. Rispetto alle forme di vita precambriane a corpo molle, questi animali avevano molte più possibilità di dar luogo a fossili, e ciò giustifica il fatto che gli strati di rocce sedimentarie del Cambriano siano stati i primi, nella storia della Terra, a prestarsi a un esteso lavoro di correlazione stratigrafica. Anche se la vita non aveva ancora colonizzato la terraferma, i mari del Cambriano pullulavano di una grande varietà di invertebrati marini, tra cui spugne, vermi, briozoi, idrozoi, brachiopodi, molluschi, artropodi primitivi come i trilobiti, e alcune specie di echinodermi dotate di gambo. Uniche piante erano le alghe marine. 

CANALE-SIFONALE 

Struttura a canale aperto che prolunga anteriormente l'apertura della conchiglia, consentendo il passaggio del sifone del mollusco e, inoltre, proteggendolo. Appare particolarmente sviluppato in molluschi tendenti ad infossarsi, come ad esempio le Tibia. 

CANALICOLATO 

Provvisto di scanalatura; si riferisce spesso alla sutura, ovvero al punto di congiunzione tra due giri della spira. 

CANCELLATO 

Tipo di scultura determinato dall'incrociarsi di rilievi assiali e spirali, in modo da formare un reticolo. 

CARBONIFERO 

I. Introduzione Carbonifero In geologia, quinta suddivisione dell'era paleozoica nella scala dei tempi geologici; copre un periodo che si estende per circa 65 milioni di anni, da 345 a 280 milioni di anni fa circa. Il nome ha avuto origine in Gran Bretagna, dove fu applicato per la prima volta nel 1822 ai livelli stratigrafici ricchi di carbone dell'Inghilterra e del Galles. II. Geomorfologia Il Carbonifero ebbe inizio con la deposizione di sedimenti carbonatici, che in seguito avrebbe dato origine a rocce calcaree. Verso la metà del periodo, la maggior parte della sedimentazione aveva luogo nei delta fluviali; paludi, nei cui sedimenti si formava torba, ricoprivano vaste aree di ciò che sarebbe alla fine diventato la parte orientale del Nord America e quella settentrionale dell'Europa. Queste aree, situate a quell'epoca in zona tropicale, immediatamente a nord dell'equatore, erano caratterizzate da clima uniformemente caldo e umido, condizione favorevole alla crescita della vegetazione e degli organismi marini, materia vivente da cui in seguito si sarebbero formati, oltre a torba e carbone, idrocarburi quali petrolio e gas. Delle antiche terre emerse, solo il protocontinente siberiano giaceva a nord della fascia tropicale, e si estendeva fin quasi a raggiungere il Polo Nord. Il supercontinente di Gondwana, il quale comprendeva le masse continentali che ora costituiscono Sud America, Africa, India, Australia, e Antartide, si trovava interamente nell'emisfero australe. Il centro di questa vasta area andava a ricadere in prossimità del Polo Sud. Gondwana e i diversi protocontinenti, fin dagli inizi del Paleozoico, avevano iniziato a convergere. Sul finire del Carbonifero la convergenza culminava in una collisione generalizzata, cosicché, agli inizi del Permiano, tutte le terre emerse risultavano ormai radunate in un unico supercontinente gigante, noto con il nome di Pangea. Tale riassetto delle terre emerse comportò cambiamenti climatici globali. Il clima, che si era mantenuto caldo e umido nella prima parte del Carbonifero, divenne via via più freddo e secco. Sulla zolla di Gondwana si instaurò una lunga fase climatica di tipo glaciale, la cosiddetta glaciazione permo-carbonifera. III. Forme di vita I resti animali e vegetali risalenti al Carbonifero sono abbondanti e in molti casi ben conservati. Si riscontra una grande uniformità nelle caratteristiche della vita vegetale: gli stessi generi, e spesso addirittura le stesse specie, si trovano in regioni assai distanti. Si conoscono circa 2000 specie, la maggior parte delle quali era costituita da piante prive di fiore, che si riproducevano tramite spore. Erano comuni i primi licopodi, gli equiseti e le cordaitali, oltre a numerose felci. La fauna terricola del Carbonifero ha lasciato poche tracce: molto meglio rappresentate sono le faune dei mari e delle lagune. Cominciavano ad apparire i primi veri rettili, per evoluzione dai più arcaici anfibi. Erano anche abbondanti i coralli, i crinoidei e i piccoli foraminiferi. Dovevano essere presenti pochi trilobiti ed euripteridi, mentre le lumache e altri molluschi, tra cui cefalopodi e nautiloidi, erano ampiamente diffusi. Anche briozoi e brachiopodi erano comuni; fra i pesci vi era una prevalenza di squali e pesci primitivi corazzati. Gli insetti, infine, erano frequenti; in particolare una forma gigante di libellula. 

CARENA 

Struttura a forma spigolosa e continua. 

CEFALOPODI 

Molluschi, Classe dei cefalopodi, comprende le seppie, i calamari, i polpi e forme affini. Conchiglia di vario tipo ( molto ridotta, assente o ben sviluppata e concamerata); piede modificato in braccia o tentacoli ed in una particolare struttura, detta "imbuto"; capo ben sviluppato con due occhi molto complessi;bocca munita di radula e di mascelle. { da ZOOLOGIA di Cockrum/McCauley } 

CELOMA 

S. m. (pl. -i). La cavita' corporea contenente i visceri; nell'uomo è suddivisa nelle cavità pleurica, pericardica, perineale. [ dal gr. koiloma -atos 'cavita']. { diz DEVOTO/OLI } 

CELOMATICO 

Agg.(pl. m. -ci) del celoma. Vedi celoma. 

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